Dal sito di appartenenza: Competenze del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il nuovo Ministero dello Sviluppo Economico, che comprende Attività Produttive, Commercio Internazionale, Comunicazioni e Politiche di Coesione, è l’Amministrazione di riferimento per i settori portanti dell’economia italiana, sia in termini di promozione e sviluppo della competitività del sistema produttivo nazionale, che in termini di armonizzazione e monitoraggio del mercato interno.

Ha competenza in materia di programmazione, coordinamento, attuazione e verifica degli interventi per lo sviluppo e la coesione economica, sociale e territoriale, con particolare riguardo alle aree sottoutilizzate.

Pone in essere politiche di supporto alla competitività delle grandi imprese nei settori strategici, provvede alle politiche dei distretti industriali, allo sviluppo per l’innovazione tecnologica, agli interventi di reindustrializzazione e riconversione dei settori di aree industriali colpite da crisi.

Attua politiche di sviluppo industriale per le PMI. Provvede all’elaborazione delle linee di politica energetica di rilievo nazionale e coordina le attività connesse agli interventi di programmazione nazionale e regionale nei settori energetico e minerario. Si occupa inoltre di Telecomunicazioni, Commercio Internazionale, promozione e tutela della proprietà industriale; monitoraggio ed azioni di contrasto al fenomeno della contraffazione e tutela della proprietà intellettuale.”

Da quasi quattro mesi, dal giorno in cui Scajola si era dimesso per colpa di una fatina buona ma distratta che da mesi gli pagava il mutuo senza avvertirlo, il ministero più bramato dai politici, dopo quello del tesoro naturalmente, è vacante.

E, per quanto apparentemente tenuto ai margini nelle violente guerriglie mediatiche da loro principiate, i finiani mirano dritto a quel ministero, per il bene di tutta la Pdl e del governo, si capisce.

Un consiglio dei ministri senza ministro dello sviluppo, vergognosamente ancora rappresentato a interim dal premier, è un fatto scandaloso! Lo denuncia costantemente il finiano più titolato per quel pesante dicastero, l’on. Benedetto Della Vedova. Lo fa in ogni intervista, non prima però di aver salutato col nuovo mantra dei finiani (anche quando non in tema), che recita più o ,enoeno così: noi siamo vittime di un’espulsione e abbiamo costituito i gruppi parlamentari per autodifesa.

Dopo questa escusatio non petita e l’aver assolto all’obbligo di convincere il pubblico che i gruppi nascono come funghi (vista la tempestività con la quale, a distanza di pochissime ore, sul sito della Camera e del Senato già era presente il link di “Futuro e libertà”), l’on. economista spiega quanto sia scandaloso che il Pdl non abbia ancora provveduto alla nomina del sostituto di Scajola.

Per il resto tutto dovrebbe farci credere che la lotta senza quartiere scatenata intorno al ministero dello sviluppo non esista perché non ancora portata all’attenzione giornaliera dei media. Ma il bottino ambìto dai guerriglieri del presidente di Montecitorio sta agitando il palazzo e determinando molte azioni e reazioni che lasciano sbalorditi per le loro apparentemente inspiegabili cause.

E, come dicono su Libertiamo, al ministero dello sviluppo ci vorrebbe Martino o …un Martino.

Anche qui lo stesso Della Vedova (l’altro Martino) lo candida e lo ricandida, sapendo quanto si tratti di proposta inaccoglibile ma non tralascia di suggerire, in seconda istanza, qualcuno con una storia veramente da liberista, con le carte in regola per lanciare una stagione di grandi e coraggiose liberalizzazioni.

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