Taxi con molotov

20 dicembre 2011

“Dove andiamo?”

“In via Po, grazie.”

“Senta la radio! Questi sono tutti pazzi!”

“Lei non é d’accordo, lo immaginavo.”

“Ma vogliono far morire le persone?”

“Addirittura; solo perché liberalizzeranno le edicole?”

“Ma questi non si rendono mica conto! Un giornalaio si indebita fino alla cima dei capelli per aprire un chiosco, roba da duecentomila euro per la licenza e  stanno dicendo che chiunque potrà farlo fallire aprendo edicole dove vuole!!”

“Ma lei pensi al suo taxi, che stanno decidendo di liberalizzare anche la vostra categoria.”

“Hanno solo da provarci!”

“Ma guardi che ci stanno già provando.”

“E noi siamo pronti a farli saltare in aria!”

“Non le sembra un tantino troppo?”

“Lo sa lei cosa stava per succedere quando ci ha provato Bersani?”

“Cosa?”

“A Roma c’erano duemila taxi con le molotov nel baule!”

“Caspita. spero sia uno scherzo, però.”

“Ma quale scherzo! Erano tutti pronti.”

“Vabbé. L’avete sempre vinta voi e intanto noi clienti ne facciamo le spese.”

“A farne le spese siamo noi, cara signora. Noi che per riuscire a portare a casa almeno mille e tre o mille e quattrocento euro al mese, stiamo in macchina dodici ore al giorno. Noi che paghiamo tremila euro solo per l’assicurazione passeggeri. Noi che ci siamo venduti l’alloggio dei genitori per poter pagare la licenza. Noi che abbiamo figli da mantenere e da far studiare e quell’alloggio non riusciremo più a ricomprarlo.”

“Se ho capito bene -noi- sarebbe lei?”

“In parte sì. Guardi, una volta qualcosa si riusciva a mettere da parte ma da anni ci sono piovute addosso una caterva di tasse e di aumenti di prezzi che é già tanto se riusciamo a portare a casa un mensile decente.”

Siamo arrivati a destinazione.

“Ma è proprio vera quella delle molotov?”

“Sì, signora. Siamo veramente inca… Mi scusi lo sfogo. Comunque le faccio lo sconto.”

“Grazie, buona serata!”

“Grazie a lei, signora. Arrivederla!”

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