C’è un settore produttivo che non mostra segni di crisi ma, al contrario, gode di un trend mirabilmente positivo, quello dei salotti!

Purtroppo però non si tratta di mobili ma di talk show. Proliferano come fossero batteri in coltura nei laboratori delle reti tv. E’ un dispiegarsi di parolifici, espertifici, politifici, dove una trentina di presenzialisti mediatici si avvicendano in diretta da studio o da sito remoto. A molestare il telespettatore con voci urlanti, frasi stantie tipo: “Io l’ho lasciata parlare, ora faccia parlare me”, le reti iniziano a farlo all’alba, terminando nel cuore della notte. Non tutto è trash, naturalmente; ci sono anche alcuni ospiti degni di ascolto, quasi sempre sono gli opinionisti della carta stampata.

Ma al netto del contributo dei giornalisti e i comici, non resta che lo zapping di fronte al ministro di turno, al politico di partito, all’economista o sedicente tale, al magistrato fuori controllo, al sondaggista ballerino e all’inviato che azzanna il reprobo di turno. E’ una giostra, una fiera delle vanità, spesso impossibile da seguire, tanto è autoreferenziale, ripetitiva e affollata di maghi dell’ubiquità, capaci di reiterare lo stesso falso concetto quasi contemporaneamente in Rai, Sky, Mediaset o La7! Esempi ce ne sarebbero a iosa, cominciando da funambolismi, arrampicate sugli specchi, sfacciataggine e arroganti tesi e contro tesi, profuse in modo particolare nelle puntate dedicate al finanziamento pubblico ai partiti. Troppo tempo ci vorrebbe per rappresentarne in pieno il delirio.

Visto però che da qualche mese le cronache ci fanno la conta dei suicidi di imprenditori falliti e disoccupati senza futuro, intervallati da attentati terroristici andati a bersaglio in alcune città italiane, può essere amaramente di conforto condividere col lettore l’ennesima contraddizione ascoltata in diretta tv. Per esempio per il politico, in questo caso di sinistra giustificazionista, il terrorismo si rafforza a causa delle ingiustizie sociali e trova il suo brodo di coltura nella iniquità dovuta alla crescente ricchezza di una minoranza a spese della maggioranza sempre più povera. “I suicidi quindi sono causati dalla cattiva gestione della crisi da parte di questo governo?”, chiede qualcuno. E perchè? Risponde incoerente colui: la violenza, anche quella rivolta a se stessi, è da ritenersi sempre un atto individuale, le cui cause sono intime e insondabili, non socializzabili con tanta leggerezza.(!?!?)

Ma i talk show toccano vertici di inverecondia in giornate come questa, dopo che la tornata elettorale è finita e bisogna presentarsi davanti alle telecamere, fingendo lucidità, soddisfazione o autocritica, drammatizzare la sconfitta e. soprattutto millantare di averne capito le cause.

E così, tra una porta, un ballarò e un omnibus, la distanza tra l’elettore e l’eletto si amplia a dismisura, con grande spasso per l’imbonitore Grillo, astutamente distante dagli studi televisivi.

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6 Comments

  • Paolo della Sala scrive:

    Vedi il mio commento politico. I talk show sono lo specchio perfetto della politica. Ecco spiegato il tutto.

  • Massimo scrive:

    Sono anni che ho smesso di guardare i salotti televisivi. Soprattutto perchè non mi piace ascoltare fesserie senza poter dire anche la mia, ma anche perchè avevo cominciato a sentir prudere le mani ogni volta che vedevo certi personaggi della sinistra. Poi ho smesso di guardare i telegiornali, tranne il TG4. Hanno eliminato Fede e adesso mi informo solo con i giornali radio e i quotidiani. Alla sera, dopo cena, invece di guardarmi le faziosità della “informazione” televisiva mi guardo qualche telefilm o film registrato nei giorni precedenti. In fondo la televisione deve essere momento di relax dopo una giornata di lavoro. Certo non è uno strumento informativo, ma solo di propaganda. E questo mi induce ad essere sempre più favorevole alla privatizzazione rai. Perchè ognuno può fare la propaganda che vuole con i suoi soldi. Non con i miei.

  • Kalmha scrive:

    @Paolo, vero. Sono specchio di questa politica che continua a specchiarsi come Narciso e quindi condannata dallo stesso destino. :-)

  • Kalmha scrive:

    @Massimo, ottima scelta! :-)

  • romain scrive:

    Massimo, e Kalmha, ben detto. Ma perchè non dire anche, di tanto in tanto, che il canone Tv è un sopruso e non va pagato? Confesso, anch’io vedevo soltanto il Tg4, pur se Emilio Fede aveva le sue fisime e faceva i suoi errori, ma io lo sapevo e facevo la tara; ora l’hanno fatto fuori dicendo, testualmente, che era troppo filoberlusconiano, e adesso anche Tg 4 è inguardabile (pur se dicono che ora abbia aumentato l’audience, ma io ci credo poco). Fino a poco tempo fa, vedevo Qui Radio Londra di Giuliano Ferrara, ma ora anche Giulianone è diventato filo-montiano e non lo reggo più (ma, a prescindere, perchè Radio Londra lo fanno dopo tanta pubblicità? per dire poi che ha poco ascolto?). Kalmha, vada avanti così, magari non con troppa Kalma.

  • Kalmha scrive:

    @Romain,
    grazie dell’incoraggiamento! :-)
    Certo che districarsi nell’immensa offerta di testate giornalistiche nostrane e’ un’impresa molto ardua.
    Non esistono tg sui quali il povero spettatore non sia costretto a fare la tara.
    Imperano il sensazionalismo, la faziosita’, il conformismo e la pigrizia mentale.
    Forse il merito che si poteva riconoscere al tg di Fede era di essere fazioso e di dichiararlo.
    Gli altri fingono una imparzialita’ dietro alla quale si intravedono comunque i padrini politici, gli interessi personali o commerciali.

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