Presidente antagonista

16 dicembre 2009

Un presidente della Camera che non raccogliesse il malessere delle minoranze e non se ne facesse carico, quando lo ritenesse legittimo, non sarebbe assolutamente un buon presidente di tutti gli eletti.

Essere superpartes e’ un dovere istituzionale di chi presiede l’assemblea di Montecitorio e criticare il governo per ogni atto prevaricatore verso il parlamento non puo’ che essere apprezzato e sempre auspicato da chiunque abbia a cuore il buon funzionamento democratico delle istituzioni.

Da alcuni mesi sta pero’ succedendo qualcosa che lascia molto perplessi coloro che osservano la troppa disinvoltura con cui la terza carica dello stato agisce dentro e fuori il palazzo di cui e’ il responsabile.

La mancanza di garbo con cui Gianfranco Fini ogni giorno si rivolge al governo assume carattere di dura offesa verso l’istituzione che presiede, se coinvolge, come avvenuto ieri sul voto di fiducia, tutti i componenti della maggioranza.

Ieri sera questo spiacevole sbandamento ha condotto di nuovo Fini fuori dalle sue prerogative, portandolo ad esprimere giudizi politici impropri e che non spettano a un arbitro imparziale su entrambi gli schieramenti.

Con queste parole:

… una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti non nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma nel rapporto tra maggioranza e governo”.”, Fini si e’ espresso da uomo dell’opposizione e che opposizione!

L’impegno politico del presidente della Camera assomiglia ogni giorno di piu’ a quello di un militante qualunque dell’antagonismo barricadero, irresponsabile in quanto non tiene conto delle gravi conseguenze politiche che determinano le sue continue esternazioni.

Mai come in queste ultimi giorni la prudenza, la sobrieta’, l’essenzialita’ dei suoi atti avrebbero dovuto essere applicate con rigida autodisciplina, perche’ esistono anche le questioni di vitale opportunita’ oltre a quelle di principio.

Fini sembra aver imbracciato la mazza del difensore col paraocchi dei sacri principi, anche quando questo mette a repentaglio gli equilibri politici, la funzionalita’ del governo e calpesta la volonta’ stessa degli elettori.

A seguire le quotidiane evoluzioni dell’uomo c’e’ da preoccuparsi e qualcosa di insano nel fare politica di Gianfranco Fini dev’esserci se, nel silenzio colpevole di tutti, si e’ permesso incredibilmente di condannare l’esercizio sovrano della liberta’ di espressione degli elettori svizzeri!!

Non credo si sia visto altre volte che il garante di una istituzione nazionale ed elettiva si permettesse di criticare l’esito di un referendum popolare di un altro stato!

Appare perfino cialtronesco il comportamento della terza carica dello stato, assurto a paladino di campagne referendarie nel suo paese ma che, paradossalmente, non trova di meglio che mancare di rispetto allo stesso istituto democratico di un paese estero, il cui esito popolare non corrisponde ai suoi nuovi ideali:

Fini: il voto svizzero rende più forte il fanatismo islamico. «Dopo il voto in Svizzera contro i minareti il fanatismo islamico è più forte». Lo ha detto Gianfranco Fini intervenendo alla registrazione Porta a Porta.

Secondo il presidente della Camera «si è trattato di un voto non ragionato che è diventato un formidabile regalo per l’islamismo più aggressivo» . «Credo – ha proseguito – che gli elvetici dovrebbero riflettere su quanto è successo».”

Che dire? Contiamo in un futuro migliore di quello che Gianfranco Fini preconizza.


4 Comments

  • paolodilautreamont scrive:

    Abbiamo già parlato al telefono di questo argomento. In sintesi io
    credo che Fini sia mal consigliato. Credo anche che potrebbe meglio
    continuare la sua lotta dopo essersi dimesso dalla carica.
    All’inizio pensavo che volesse imitare l’inglese Cameron (e il suo
    ottimo lavoro, fatto per scalzare i lab), poi che volesse imitare
    il Grande Idiota Jacques Chirac, o il suo delfino de Villepin.
    Quelli sì che sparavano alto e male. Volendo essere più dolci nei
    confronti di Fini e fare dietrologia, potrei ipotizzare ciò che
    segue. Si pensi al delfinato, cioé alla successione di SB. Fini non
    avrebbe mai avuto chances di sorta, perché continuava a essere
    immaginato come “fascista”. Adesso che ha fatto il percorso di
    Mussolini al contrario, è pronto al governo. Ma avrebbe commesso un
    errore: quello di perdersi i favori del popolo del centrodestra. A
    ciò però provvederebbe con una campagna molto diversa dall’attuale
    nei prossimi due anni, o nell’ultimo anno di legislatura. Ripeto
    che è un’ipotesi fantasiosa, ma potrebbe forse spiegare certe
    bestialità altrimenti inconcepibili.

  • Kalmha scrive:

    Al varo dei commenti sei arrivato proprio tu, grazie! Concordo con
    te., Sintetizzando, colui che oggi presiede Montecitorio sembra
    occupato a curare narcisisticamente e puerilmente la sua immagine,
    noncurante dei danni che causa al paese. Rita

  • destralab scrive:

    Dice Paolo: Fini non avrebbe mai avuto chances di sorta, perché
    continuava a essere immaginato come “fascista” Anch’io sono tra
    quelli che da tempo si sta sforzando di capirlo. E parto dagli
    stessi presupposti, “successione a Sb e chances”, solo che non
    penso il problema sia stato solo quello di continuar ad essere
    immaginato come fascista (anche se questo continua ad essere uno
    dei fronti aperti da anni). Il problema principale che Fini ha
    visto insormontabile, secondo me, è che con le attuali
    aggregazioni, con una lega così forte, presente e radicata sul
    territorio in modo “classico” (come i partiti di una volta per
    intenderci), lui un futuro da leader non se lo sarebbe neanche
    potuto immaginare. Soprattutto dopo aver berlusconizzato il suo di
    ex partito, senza essere B. Tutto è andato bene per lui finché
    decideva e gestiva il 100%, quando è diventato solo il gestore di
    un 30% del 100% si è reso conto dei rischi che correva (aggravati
    dalle distanze che si sono mano mano evidenziate con il resto dei
    suoi ex-an) ed è andato all’attacco badando solo alle sue
    prospettive e cercando di occupare degli spazi politici (quali che
    siano), incurante di tutto il resto. Si era probabilmente
    sopravvalutato accettando l’incarico di Presidente della Camera.
    Quindi io immagino che lui stia solo lavorando alla disgregazione
    (ma rischia la disintegrazione) dell’attuale coalizione e delle
    attuali aggregazioni. Solo così potrebbe immaginarsi un qualche
    futuro da protagonista. Il resto si vedrà…

  • Kalmha scrive:

    @Destralab, un brutto anno da sfascista, piu’ tutto. :-) Penso che
    se da oggi si potesse commentare l’attivita’ del presidente della
    camera esclusivamente riferendosi alla sua gestione dell’assemblea,
    se ne gioverebbe la collettivita’ intera. C’e’ una sede dove il
    Fini co-fondatore del pdl dovrebbe sottoporre alla discussione le
    sue proposte politiche ed e’ la direzione del partito. Sarebbe un
    bel modo per non subire quotidianamente le sue reprimende ai suoi
    stessi alleati in mondovisione. Ciao! Perla

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