Ecco le parole precise pronunciate, con enfasi e fervore reaganiano, da Silvio Berlusconi a proposito della scuola:

“Crediamo nell’individuo e riteniamo che ciascuno debba avere il diritto di realizzare se stesso, di aspirare al benessere e alla felicità, di costruire con le proprie mani il proprio futuro,di poter educare i figli liberamente e liberamente vuol dire di non essere costretto a mandarli in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare quei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli, educandoli nell’ambito della loro famiglia.”

Non e’ dunque questo uno dei concetti alla base delle migliori istanze liberali, liberalizzatrici e antistataliste di cui qualunque riformatore dovrebbe farsi interprete?

Un intervento, questo del premier, che sarebbe dovuto suonare come musica libertaria alle orecchie sensibili dei futuristi nati per la liberta’.

Roba da portare in trionfo chiunque, in nome delle fondamentali liberta’ individuali, avesse avuto il coraggio di schierarsi a favore delle famiglie insoddisfatte della scuola pubblica, che non si identificano nei suoi metodi educativi e vorrebbero disporre di una offerta privata rispondente ai loro ideali di vita, giusti o sbagliati che siano. E’ davvero paradossale che un stato democratico e occidentale sia  ancora prigioniero di questi dibattiti degni di un paese appena uscito dal blocco sovietico. Ma tant’e’. Ma cio’ che appare ancora piu’ grave e grottesco sono le reazioni scomposte e sconvolgenti dell’opposizione, non quella scontata dei post comunisti, quanto quelle dei sedicenti neo riformatori liberali.

Ecco cosa ha risposto Italo Bocchino:

Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale mortificare così il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli? Il vero centrodestra, quello di Fini e di Fli, sta dalla parte della scuola pubblica, così come prevede la Costituzione, senza nulla togliere alla scuola privata, che in parte svolge una funzione molto positiva – scrive sul sito di Generazione Italia -. In Italia esistono tre tipi di scuole private: quella cattolica va sostenuta e rispettata per quanto di buono fa, poi c’è la scuola privata che funge da diplomificio a pagamento e che andrebbe chiusa e, infine, la scuola privata per i figli dei ricchi, utile a farli diventare di norma ignoranti ma poliglotti.“.

Questo pensiero finale, degno del peggior lessico corrente tra i no global di un qualunque centro sociale, rivela l’autenticita’ del programma liberale di Fli.

Chiaro no? I ricchi sono stupidi; forse neppure Caruso e Casarini si sarebbero coperti di tanto becero luogocomunismo, definendo i ricchi degli stupidi che mandano i propri figli in scuole private che, di norma, ne fanno degli ignoranti!

E allora avanti cosi’, tutti in piazza al grido: “Piu’ stato per tutti!”.

7 Comments

  • Marmando scrive:

    Bravissima.
    FLI avrebbe dovuto difendere le ragioni delle scuole private, criticare sì Berlusconi, ma nella direzione di aumentare la libertà di scelta dei genitori, mentre invece si appiattisce sulle posizioni della sinistra.
    Questo fa capire quanto il loro riformismo e liberalismo, sia solo di facciata.

  • Kalmha scrive:

    Grazie! Paradossalmente questo e’ il momento politico migliore per Berlusconi. Caduta la zavorra di questi autentici statalisti e falsi laicisti, ora il Pdl potrebbe veramente lanciarsi con le riforme. Sempre se non e’ troppo tardi, in fondo le procure incombono…

    Rita

  • inculcare principi è un principio liberale?

  • Kalmha scrive:

    No, non lo e’. Infatti e’ chiaro che nel fervore del discorso l’incauto (come lo chiama una mia splendida amica) ha fatto proprio cio’ che stava imputando alla scuola pubblica. In chiusura ha utilizzato il termine -educare-. :-)

  • Ambra Biagioni scrive:

    “Inculcare”, pessimo verbo e di valore negativo, ma sinonimo di “infondere”, “insegnare”, certamente corretti per esprimere il senso di quello che voleva significare Berlusconi, ma, come al solito, affiora il sottile disprezzo per l’industriale, ricco e ridanciao, prestato alla politica, ma pur sempre un non professionista della politica stessa e quindi disprezzato da chi crebbe viziato e magari coinvolto da 60anni di teatrino, per cui è scontato che si pensi ad un lapsus freudiano.

  • Kalmha scrive:

    Non crucciarti, cara Ambra, non sara’ un lapsus a dare o togliere alcunche’ all’antipolitico Berlusconi. Ormai la faziosita’ pro o contro si e’ radicalizzata in modo rigidamente ideologico. :-)

  • Ambra Biagioni scrive:

    Io credo che ci sarebbe bisogno di un pochino, anche solo un pochino di onestà intellettuale; solo con quella si mitigherebbe la faziosità.

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