La campana della coerenza, dell’equilibrio e del buonsenso pare stia suonando a distesa, assordando la gente comune ma lasciando indifferente l’intero mondo politico alle prese con la ricerca spasmodica del consenso.

Il frastuono e’ cosi’ forte che per il cittadino non e’ piu’ possibile orientarsi tra gli appelli urlati che si scambiano i partiti, invitandosi reciprocamente al rispetto della legalita’ ma che con la legalita’ hanno poco o nulla a che fare.

La campana della legge non l’hanno sentita i delegati del Pdl quando, abbandonando la postazione nella stanza del tribunale, hanno innescato un processo politico-giudiziario con reazioni a catena di cui non si vedra’ mai piu’ la fine.

Il danno causato al centrodestra e’ irrimediabile, specie se il rimedio adottato e’ peggiore del male stesso.

Il comitato elettorale del primo partito d’Italia avrebbe la legge dalla sua, quella che condanna l’abuso d’ufficio di cui i due delegati alla presentazione delle firme sono stati vittime. E’ noto che solo in uno stato di polizia si agirebbe dispiegando le forze dell’ordine in quel modo, come se, al posto del pur inqualificabile Milioni, in quel corridoio di tribunale fossero intervenuti i black block.

Le firme dovevano essere accettate con la verbalizzazione dell’avvenuto ritardo e tutto si sarebbe dovuto svolgere secondo giurisprudenza e non con un respingimento preventivo ad personam, come quello ordinato dal magistrato di Roma.

Milioni e’ certo un soggetto pericoloso ma lo e’ per se stesso e per i suoi alleati e non meritava quel trattamento poliziesco ridicolo. Eppure il ridicolo sembra abbia colpito anche altri attori presenti sulla scena del crimine, che non si sono risparmiati un atto esibizionista e incivile come quello di sdraiarsi per terra, a difesa della legge minacciata da una mezz’ora di ritardo; forse, per i due candidati del Pd-Bonino, i carabinieri e tutto l’apparato giudiziario presente non era sufficiente a tenere a bada il nemico.

I delegati radicali avrebbero meritato giusto qualche fischio per la loro poca dignitosa performance ma il masochismo del comitato del Pdl romano li sta eleggendo a martiri che, col sacrificio del proprio corpo, avrebbero sventato una frode ai danni della societa’ e dello stato di diritto!

Insomma, chiunque abbia avuto l’idea di adire alle vie legali contro i pannelliani sta trascinando Polverini nel baratro della sconfitta del buonsenso oltre che elettorale.

Ben altre sono le accuse che i radicali si meritano, tutte riducibili all’incoerenza un po’ grottesca della loro campagna elettorale pseudo legalitaria.

Pensate all’ineffabile Milioni col suo carico di firme raccolte e di scatoloni di moduli e schede varie, trattato come un delinquente per non essersi rimesso in coda mezz’ora prima e poi pensate a tutte quelle corti d’appello di varie citta’  che hanno visto entrare i delegati di Bonino senza il numero minimo di firme  richieste dalla legge.

Voi direte che si trattava di azioni nonviolente contro una legge farraginosa che nessuno rispetta, puo’ darsi ma allora perche’ non schierarsi anche con l’avversario per affermare questo sacro principio e denunciare l’assurdita’ e l’arroganza del potere giudiziario che, per una questione di lana caprina, cancellera’ il diritto fondamentale di voto di milioni di cittadini?

Invece di sdraiarsi per terra, questi combattenti libertari sarebbero stati  realmente coerenti e credibili se avessero protestato contro i burocrati sordi e ciechi che si stavano macchiando del reato di turbativa del sereno svolgimento del voto regionale.

I radicali hanno dovuto mascherare la loro solitudine, la mancanza di militanza sul territorio in grado di attivare le poche migliaia di persone indispensabili per raggiungere le firme richieste da questa legge  penalizzante, tanto che in Piemonte, nell’accordo elettorale, hanno imposto all’alleata Bresso la raccolta delle firme anche per la loro lista Bonino.

Per settimane hanno invocato Bersani affinche’ provvedesse a smuovere militanti e autenticatori in Lombardia e in altre regioni ma, senza rispondere apertamente no,  il segretario del Pd li ha lasciati fallire, dove non strettamente apparentati.

E intanto la campana che chiama al rispetto vero della dignita’ delle persone, dei loro diritti politici e civili continuera’ a suonare nell’indifferenza generale.

4 Comments

  • Fabio scrive:

    ..ok tutte idee condivisibili, però arrivare all’ultimo secondo
    dll’ultimo minuto per presentare le liste e le firme non è una cosa
    particolarmente astuta….. Ci si aspetta un’organizzazione
    migliore da un grande partito. Ci sono un po’ troppi culi di pietra
    e rendite di posizione delntro il Pdl.

  • Kalmha scrive:

    Fabio, c’e’ anche di peggio in questa vicenda, non ultimo il clima
    conflittuale che avvelena i rapporti tra ex An, finiani e forzisti.
    Resta il fatto che tutti hanno cercato di trarre profitto da questo
    assurdo incidente, csx per primo, radicali compresi, per rimi. :-)
    Rita

  • Maralai scrive:

    La Bonino ha perso un’occasione storica per dimostrare la statura
    da statista che, ahimè, non possiede. Ha intravisto l’osso del
    potere perchè manca un timbro tondo, o per la causalità di una
    barriera umana messasi di traverso sul corridoio di una
    cancelleria, si è miseramente lanciata addosso per azzannarlo
    famelicamente. il tuo post lo rilanciamo nel (piccolo del) mio
    blog? che ne dici “sorellina”? bacioni M

  • Kalmha scrive:

    Beh, fratellino, hai chiosato il mio post. Grazie. :-) Rita

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