Il giorno in cui apparve sui media quella cifra di centocinquantamila dollari che il Partito repubblicano aveva deciso di investire sul guardaroba della candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, partì una tra le più feroci, strumentali e meschine offensive mediatiche concepite per distruggere l’entusiasmo e la credibilità di Sarah Palin.

E se ogni demonizzazione e criminalizzazione della governatrice dell’Alaska otteneva l’effetto di meglio esaltare le “chiare virtù morali” dell’avversario, nel caso dei vestiti a trarne vantaggio furono le doti di semplicità e il low cost del look della futura first lady.

La signora Obama si presentava col suo stile modesto, vero o apparente che fosse, ma che tanto si addiceva a una vera liberal della classe media americana.

Non c’era nulla di cui vergognarsi ma tanto fragorosa fu la polemica intorno al denaro non pubblico speso per curare la sua immagine che Sarah sprofondò nella vergogna,

nonostante quei preziosi abiti fossero stati destinati alla beneficenza.

Piccolo inciso: é interessante osservare che molti degli italiani che allora si accodarono all’assurda polemica per il denaro speso dallo staff repubblicano, oggi difendono l’immoralità di un Fini che, in modo opaco e famiglistico ha trafficato coi beni mobili e immobili del suo partito.

Sono anche gli stessi che tifavano per Barack Obama for President!

Ma tornando alla splendida Michelle Robinson, sembra sia trascorso un secolo dai giorni della campagna elettorale e dei maglioncini girocollo acquistati su internet; da allora si é trasformata in una icona modaiola, contesissima testimonial di tutti gli stilisti d’America e non solo. Ogni accessorio, ogni centimetro di  tessuto che la signora Obama indossa fa lievitare gli affari di chi li produce, che questi lo ammettano o no.

Sono trascorsi appena due anni dal suo ingresso nel paradiso sognato da milioni di donne e la sua vita veleggia tra molta mondanità e pochi impegni istituzionali, un andazzo troppo disinvolto e sprecone che le ha guadagnato il soprannome di Maria Antonietta. Nonostante il suo personale gradimento tra gli Americani sia sceso meno di quello del marito, sempre piu columnist le dedicano attenzioni ruvide e velenosette. Michelle e le sue bambine sono diventate un costo inaccettabile per l’America, che ancora si sta leccando le ferite provocate dalla terribile crisi.

Michelle paga, anzi fa pagare alla collettività conti salatissimi per le sue frequenti vacanze. L’ultima, trascorsa in Spagna, si aggira, dicono i suoi critici, almeno intorno ai duecentomila dollari, per la gran parte a carico dei contribuenti americani.

In aggiunta a questo, la perfida columnist del NYT Maureen Dowd scrive che alla Casa Bianca, viste le frequenti assenze dell’inquilina ex pericolosa marxista diventata pricipessa viziata, oggi abita un Presidente single che ha mangiato da solo la torta il giorno del suo quarantanovesimo compleanno.

Il povero Barack, abbandonato dal suo elettorato, dai suoi collaboratori e dai suoi generali, a picco anche nei sondaggi nel mondo arabo, tornando nei suoi appartamenti non trova neppure l’affetto muliebre che lo riscaldi.

Qui il video di Rainews24 girato sulla spiaggia spagnola dove Michelle e Sasha si divertono sotto lo sguardo attento degli uomini della sicurezza spagnola e americana.

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