Dopo aver letto questo articolo di Fiamma Nirenstein e, a integrazione, quest’altro di Paolo Della Sala sull’affaire Wikileaks, mi e’ tornato alla mente un pezzo di fantapolitica che scrissi tempo fa. L’ho rispolverato e lo ripubblico per quei cinque o sei miliardi, o giu’ di li’, di lettori che se lo fossero perso.

Lavorare di immaginazione qualche volta e’ terapeutico, lenisce  il malessere dato dall’autolesionismo di cui noi occidentali siamo capaci,

fino al sacrificio mediatico come quello inflittoci da Wikileaks.

Natale 1979, l’Armata Rossa viola i confini dell’Afghanistan. I carri armati sovietici penetrano nel paese, danno inizio ai bombardamenti, distruggono villaggi e massacrano intere famiglie di civili. Quella sanguinosa occupazione sarebbe potuta durare anni se, su richiesta degli USA, la comunità internazionale non si fosse sollevata compatta e unanime contro l’ennesimo atto imperialista dell’URSS.

Seguendo l’esempio di Gran Bretagna, Canada e Australia, l’Europa occidentale inferisce il primo colpo al morale dei capi del Cremlino, boicottando con totale disprezzo le Olimpiadi di Mosca inaugurate nel luglio 1980!

“Siamo tutti afghani!” gridano nelle piazze del mondo libero a milioni e milioni i pacifisti. Nessuno è più disposto a tollerare un’altra Budapest o un’altra Praga. Il re dell’Afghanistan, da sette anni in esilio nei pressi di Roma, viene portato in trionfo e i suoi appelli per la liberazione del suo popolo dall’occupazione comunista vengono ascoltati in tutto il mondo. Nel mese di luglio l’Alleanza Atlantica invia l’ultimatum al segretario del Pcus, firmato da tutti i componenti della NATO. A Brežnev vengono concessi trenta giorni di tempo per il ritiro del suo esercito, scaduto i termini del quale la forza multinazionale muoverà le sue truppe di terra e di cielo contro l’armata comunista.

Mosca si finge indifferente, tenta di accreditarsi come liberatrice del popolo afghano ma non ottiene il sostegno né dell’assemblea né del consiglio di sicurezza dell’ONU.

I dirigenti del Pcus ostentano sommo disprezzo e assoluta arroganza verso l’intero occidente ma, mentre la Pravda millanta i trionfi di un’Armata Rossa accolta con lanci di fiori e di baci dalla popolazione afghana, i generali ricevono l’ordine di rientrare in patria.

Gli afghani sono liberi!

La compattezza e la fermezza degli alleati ha sortito i suoi effetti deterrenti e neppure un soldato della NATO ha rischiato la vita in guerra.

Re Zahir Shah torna a Kabul e riprende la sua opera riformatrice e modernizzatrice del paese, interrotta nel 1973 da un colpo di stato pilotato da Mosca.

Per cacciare gli occupanti non é stato necessario finanziare madrasse jihadiste, i taliban e Bin Laden che, andati al potere, avrebbero potuto trasformare il paese in una feroce teocrazia e in un inferno terrorista.

Grazie ai leader del Patto Atlantico, l’Afghanistan torna ad essere il paradiso dei “turisti” di mezzo mondo, con un governo stabile e amico dell’occidente.

D’accordo, questa è pura fantasia però se i fatti si fossero svolti così non avremmo conosciuto i taliban; costoro non avrebbero protetto i terroristi addestrati per portare la morte tra gli infedeli. Niente 11/9, niente prima grande crisi economica mondiale!

Ma l’Europa lasciò Carter da solo contro l’URSS, come cinque anni fa l’UE di Prodi e di Chirac lasciò da solo Bush contro Saddam Hussein.

Fu un errore che adesso paghiamo salatissimamente, perché gli Stati Uniti, già con un bilancio dissanguato da una guerra troppo lunga di cui si sono dovuti accollare i costi iperbolici, stanno per capitolare sotto una ecatombe economica e finanziaria nella quale verremo trascinati anche noi europei.

Inoltre, sfiancato dal nostro disinteresse ad agire in Iraq, delegittimato nel panorama geopolitico, lo “sceriffo” del mondo è ferito e l’occidente è rimasto in balìa dei folli dittatori dei paesi emergenti.

Tutta fantapolitica!

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1 Comment

  • Ottimo esercizio: tutto suona quasi come realmente accaduto.
    L’unica variabile di cui si deve tenere conto è l’etnia pashtun
    -così come quella baluci tra Iran e Afganistan occidentale.
    Entrambe sono finite nelle braccia del fondamentalismo, tuttavia ci
    sono pashtun “laici”. Se Carter ieri e tutto l’Occidente
    riuscissero a separare queste due etnie da al Qaida e dintorni
    sarebbe cosa buona. Solo che in quel caso salterebbe in aria tutto
    l’Afganistan inteso come nazione. Temo che un federalismo spinto,
    stile Catalogna, non basterebbe. E’ un bel rebus…

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