Il ministro di Gianfranco Fini, Adolfo Urso, gongola al telefono di Radio24 nel programma di Oscar Giannino: ha vinto una scommessa contro Maurizio Lupi, puntando sul numero dei deputati pronti a formare il nuovo gruppo finiano.

Lupi lo aveva schernito, concedendogli al massimo dodici onorevoli nelle disponibilita’ di Fini, mentre il sornione Urso ne “sparava” trentaquattro o trentacinque.

Ora Lupi dovra’ pagare la cena a Urso e pensate con quanta convivialita’ e quante pacche sulle spalle si svolgera’ la cenetta tra i due.

Questo, che apparirebbe come un episodio marginale della incredibile vicenda psicopatopolitica del momento, rivela invece in quale clima da complotto di palazzo si sia consumata la scissione.

Fino al giorno precedente la formalizzazione degli eletti del Pdl in un nuovo partito politico, neppure il vicepresidente della Camera nonche’ dirigente del Popolo della liberta’ e dell’ufficio di presidenza di Montecitorio aveva contezza del lavoro occulto di proselitismo compiuto da Fini dentro la comune casa politica.

In pratica nel palazzo dei rappresentanti del popolo sovrano (roba diventata retorica e obsoleta), che agli elettori devono rispondere con la trasparenza degli atti, si sono stretti accordi segreti in segreti incontri, per meglio spiazzare e colpire il nemico Berlusconi.

Secondo quanto raccontato da Urso e definito plausibile da Giannino, Berlusconi sarebbe caduto vittima del servilismo dei suoi consiglieri che, per non amareggiarlo, non gli avrebbero detto la verita’ sulle reali forze dell’inamovibile presidente della Camera.

Se cosi’ fosse pero’, il “servo” Lupi non avrebbe scommesso con tanta sicurezza su dodici fuoriuscenti appena. Evidentemente non era al corrente, indiscrezioni a parte, che a tramare contro il Cavaliere erano almeno una ventina di piu’.

Pero’, comunque si siano svolte le cose, il quadro che le raffigura e’ assolutamente cupo, pieno di incertezze causate da trappole e tatticismi ai quali il nuovo Cesare continuera’ a ricorrere pur di mantenere e rafforzare il potere che ha strappato al premier.

Ma se e’ vero che i mezzi prefigurano anche le loro finalita’, questi sembrano mezzi degni dei peggiori intrighi per la successione al potere.

2 Comments

  • Maralai scrive:

    coraggio, cara Rita, che Fini s’è portato via anche g. la malfa che
    oggi chiede le dimissioni di Berlusconi. ecco il dramma intorno
    alle cazzate di Berlusconi; una colossale è quella di avere
    imbarcato nella cdl proprio la malfa. adesso i finiani fuoriusciti
    li vogliamo vedere all’opera: votare con di pietro la scomunica
    politica di caliendo. ed intanto, come bene hai scritto tu in
    questo post, abbiamo la certezza di un presidente della camera che
    apertamente trama contro il capo del governo del ns Paese. un caro
    saluto a te M

  • Kalmha scrive:

    Se almeno risparmiassero agli italiani la manfrina della lealta’ e
    della legalita’. C’e’ un limite anche al cativo gusto. Ciao M! :-)
    Rita

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