Chi lo apprezza e lo stima vedrà, nell’offerta del calumet della pace a Fini, il gesto di un uomo pragmatico dotato di forte senso democratico e di profondo rispetto della volontà popolare. Chi lo disprezza e lo vorrebbe politicamente (forse anche umanamente) sconfitto giudicherà quello stesso gesto come dettato dalla vigliaccheria e compiuto da un Silvio Berlusconi a conoscenza di sondaggi elettorali segreti a lui molto sfavorevoli.

Di questo si leggerà sicuramente e alla pattuglia finiana potrebbe anche fare comodo baloccarsi, fantasticando una sorta di vittoria sul monarca a capo del grande esercito del centrodestra, che avanza stringendo in mano la bandiera bianca.

Così sembrano pensarla Bocchino e gli altri ex Pdl, viste le condizioni poste in cambio della tregua. La loro condicio sine qua non é che: si blocchi l’aggressione quotidiana nei confronti di Fini e si esca da questa fase di esasperato conflitto.

Ecco fatto, tutto a posto.

E invece no!

Prima di tutto perché Fini e i suoi sanno molto bene che anche se i sondaggi fossero sfavorevoli al Pdl non sarebbero certamente i finiani ad avvantaggiarsene, tutt’altro; sembra proprio che gli elettori del centrodestra stiano affilando le matite per cancellare dalla scena politica i “sabotatori” del governo e premiare i rozzi leghisti che proprio a Fini devono gran parte dei voti sottratti al Pdl.

E poi cosa intendono i pasdaran di Montecitorio per blocco dell’aggressione quotidiana a Fini?

Forse “una grida” da affiggere ovunque, con l’ordine tassativo a tutte le redazioni dei giornali di bloccare le inchieste sull’affaire Montecarlo e  sui contratti con la Rai dei quasi parenti del leader di “Futuro e libertà”? Possibile che nel Fli si stiano confezionando chilometri di bavagli da stringere intorno a Dagospia, a Repubblica, al Tempo, al Giornale, a Libero, alle radio, alle tv? E’ pensabile che si vogliano zittire centinaia di migliaia di internauti che, nei blog, nei piccoli giornali on line o nei social network, discutono sui principi morali e concreti che sono all’origine della recente incessante campagna per la legalità di Gianfranco Fini?

Sono anni che l’uomo gode di ottima stampa, talmente ottima che, per compiacerlo, grandi e piccoli media presenti su Internet, sempre implacabili con molti suoi ex alleati, si sono adeguati agli ordini del garante, facendo scomparire rapidamente, per quanto possibile,  dai motori di ricerca tutte le immagini che fissavano momenti imbarazzanti, pur se pubblici, della vita ante Fini della signora Tulliani.

L’ordine é quindi rivolto alla libera informazione! E se non venisse rispettato, com’é giusto che avvenga, su chi si rivarranno?

Sono mesi che questi neo transfughi tengono in ostaggio il Parlamento e l’esecutivo, lo fanno a dispetto di ogni regola di democrazia e di sintassi politica, seguendo la strategia del galleggiamento, con un’unico grande terrore: dover affrontare il responso elettorale e la conseguente bocciatura.

Eppure molti sarebbero disposti a dimenticare questo gioco al massacro, impostato sull’efficace “chiagni e fotti“, se oggi dicessero: “scusate, abbiamo un po’ giocato ma la ricreazione é finita, per cui torniamo in classe e riprendiamo a lavorare.”

8 Comments

  • Maralai scrive:

    Fini continua a starsene muto muto anche nei confronti dei finiani
    più scellerati che combinano un disastro politico al giorno.
    continua muto muto nella carica di presidente della camera e capo
    di una fazione che destabilizza. muta muta ed anzi complice di un
    pasticcio istituzionale senza precedenti, una sinistra con quaranta
    leaders che non rileva questa anomalia tutta finiana perchè colpita
    alla testa irrimediabilmente dall’odio, odio viscerale, contro
    Berlusconi. chissà però che Feltri spingendo all’impazzata su una
    questione di case di un partito non riesca a farlo diventare
    vittima, al presidente della camera e capo fazione, sicchè il muto
    muto Berlusconi nel ruolo di aggressione. anche quello… a te un
    abbraccione M

  • Kalmha scrive:

    sono due i punti di forza della plitica di fini e co.: vittimismo e
    antiberlusconismo. Con queste due armi riescono a sbarcare sui
    media e navigare a vele spiegate verso il nulla. Feltri non puo’
    aggiungere nient’altro a quanto gia’ i finiani non offrano da se’
    all’opinione pubblica. :-) Ciao M. e .. non strozziamo i pomodori!
    ;-) Rita

  • Maralai scrive:

    quella sui pomodori è storia vera; così come vero è l’odio contro
    berlusconi. però, carissima, è vero che Fini se la merita tutta nel
    senso del chi la fa l’aspetti, però a me la storia degli arredi
    della casa di an scelti da fini sta iniziando a non interessarmi.
    tuttavia mi stupisce che fini si sia dato da fare (intromesso)per
    gli arredi della casa: se la tulliani si fosse chiamata tullianu
    (come otgianu) e fosse nata dalle parti dei nuraghi e dei fichi
    d’india l’avrebbe cacciato di casa: “come ti sei permesso,
    svergognato, ad occuparti dei tendaggi e degli arredi; vai di corsa
    a fare il presidente e non azzardarti mai più ad intrometterti sui
    colori della stoffa dei copri divani”. abbraccione a te M

  • Kalmha scrive:

    E tutto questo aveva bisogno dei servizi segreti per essere reso
    pubblico? Hai ragione, le veline sarde sono tutta un’altra cosa.
    :-D A presto. Rita

  • pietro scrive:

    Premesso che non mi interessa assolutamente l’aspetto “politico”
    della cagnara su Fini, ma trovo che le “inchieste” di Feltri
    aggiungano moltissimo alla situazione. Il bravo borghese moderato
    che ne ha viste di tutti i colri negli ultimi 40 anni ( come mi
    ritengo io ) ha schifo di simili metodi, che possono fare piacere
    ai rafazzini militanti sfegatati, ma deteriorano irrimediabilmente
    la credibilità delle critiche nei confronti di Fini. Insomma tutto
    ciò che può essere addebitato politicamente a Fini diventa
    assolutamente secondario, e nello schifo totale della notte tutti i
    gatti sembrano neri……. Se si vuole criticare Fini lo si deve
    fare per la sua azione politica, ridurre tutto ad una storiaccia di
    mobilia e appartamenti è assolutamente controproducente, significa
    mettersi sullo stesso livello dei vari Espresso Repubblica e Fatto
    quotidiano.

  • Kalmha scrive:

    E’ proprio l’aspetto politico che invece e’ all’origine di quessta
    levata di scudi da parte dei giornali, non solo di centrodestra.
    L’uomo salito sul pulpito che, con piglio del giusto dalle mani
    pulite, lancia anatemi e condanne senza processo ai suoi stessi
    alleati, finisce alla merce’ di coloro che lo conoscono per il
    falsario che e’. Sai, Pietro, cosa trovo inaccettabile? Che questo
    politicante tipico esemplare dell’italica spartitocrazia, non
    sarebbe stato raccontato per cio’ che e’, se non si fosse messo a
    gridare legalita’, legalita’ da mane a sera. Ciao Rita

  • pietro scrive:

    Ma il problema è che l’incapacità di usare metodi POLITICI per
    risolvere un problema politico, porta alla nausea l’elettorato,
    così è troppo facile per Fini fare la vittima, dicendo ” mi
    attaccano personalmente perchè sanno che dal punto di vista
    politico ho ragione”. Affidarsi a persone come Feltri che hanno
    numerose condanne per diffamazione è suicidio. Se Fini è innocente
    si è trattatto di un altro caso di calunnie gratuite da parte di
    Feltri ( se tra 6 mesi dovesse fare una pagina di scuse come quella
    che ha fatto su Boffo sarebbe allucinante ) se invece è colpevole
    di qualcosa su cui le procure stanno indagando , quelli che adesso
    sfornano dichiarazioni e rivelazioni tutti i giorni come potrebbero
    essere credibili se domani dovesse ritornare a parlare di
    “presunzione di innocenza” di “garantismo” di “rispetto della
    privacy”, forse per Fini questi diritti non esistono?

  • Kalmha scrive:

    Come potrei non essere d’accordo con te? Sono quasi vent’anni che
    la lotta politica in Italia la si conduce a colpi di avvisi di
    garanzia a orologeria, con processi che non portano a nulla, solo
    fango e sempre fango. Quando la magistratura sembrava aver esaurito
    le munizioni, e’ partita Repubblica e, lancia in resta, ha infilato
    i buchi delle serrature. Anche Fini stava dando prova di
    virtuosismi giustizialisti: prima condanniamo, dopo processiamo. La
    famosa conversazione privata col magistrato la dice tutta sui
    metodi preferiti dal presidente di Montecitorio, per non parlare
    dell’astensione tartufesca sulla sfiducia a Caliendo. Certamente e’
    lo sconquasso istituzionale che ha provocato mettendosi a capo di
    un partito (non conta pro o contro chi) e abusando della sua carica
    e del potere inattaccabile che questa gli da’. :-) Rita

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