La crisi dopo Berlusconi

21 luglio 2010

L’epilogo grottesco dell’iter del ddl intercettazioni ha sancito la vittoria di Fini che, dopo mesi di sistematico ostracismo, ha duramente piegato il premier e la sua maggioranza.

Fini ha pertanto conquistato il merito di aver dimostrato quanto la costituzione italiana sia la più rigida, la più dirigista e quindi la più aggirabile del mondo; infatti permette l’instaurarsi di una dittatura della minoranza, spavalda e insensibile, come si presenta qualunque dittatura.

Nel piu’ classico degli esempi neppure la volonta’ popolare a loro contraria ferma l’incontenibile euforia da interdizione di cui sono preda i finiani, persino entusiasti per aver salvato la “liberta’ di sputtanare”, di cui scrive qui Filippo Facci.

Questa patetica retromarcia sulle intercettazioni toglie ogni credibilità a questo governo e mina decisamente la sintonia tra Berlusconi e il suo elettorato.

La gente, come dice lui, lo aveva sempre votato credendolo capace di imporre il cambiamento, certa che il decisionismo esibito in pubblico fosse lo stesso imposto agli alleati dentro Palazzo Chigi.

Una popolazione di illusi convinta che la novità italiana, dopo decenni di ripetute crisi di governo, di compromessi più o meno storici, di interferenze esterne di ogni genere e di ogni potentato, fosse giunta impersonata dal Cav.

Sicuramente Silvio Berlusconi aveva le carte in regola per essere l’uomo della rivoluzione anticomunista, antistatalista e liberale; invece si e’ trovato davanti una barriera della quale egli stesso non avrebbe mai immaginato l’enormità e la complessità, per superare la quale avrebbe dovuto guidare una maggioranza forte, determinata e unita senza tentennamenti e particolarismi.

Ma non vorrei ripetere quanto ho già scritto qui.

Ora, con la complicità  dei suoi acerrimi “alleati”, si sta per compiere la restaurazione della prima repubblica, fondata su una Costituzione blindata irriformabile in senso liberale o liberista.

Il governo sta per implodere sotto la goliardìa dei finiani e a essere impietosamente lapidato sarà il premier.

Ma se fino a poche settimane fa a parlare del dopo Berlusconi erano i commentatori dentro e vicini all’opposizione, da qualche tempo il tema sembra stare a cuore anche agli editorialisti di area Pdl e  cosa ci si aspetti con l’uscita di scena del Cavaliere suscita un affollato dibattito.

Già, cosa succederà dopo? Probabilmente nulla di nuovo; soltanto l’ammucchiarsi della rigenerata partitocrazia in una inconcludente stagione di guerre palatine per la conquista delle poltrone.

Il sistema è bloccato da un parassitismo perpetuatosi in oltre mezzo secolo di statalismo, rafforzatosi in decenni di governi di centrosinistra.

Percio’ coloro che già brindano alla disgregazione del Pdl e alla sconfitta di Berlusconi, pronti a prenderne il posto, si troveranno la stessa Carta, la stessa ingovernablità, le stesse corporazioni, gli stessi parassiti, gli stessi poteri occulti o palesi  contro cui dovranno fingere di combattere.

Ogni legge che non mirasse a mantenere lo status quo troverebbe la sua delegittimazione dentro i palazzi dei magistrati di ogni ordine e grado, nelle piazze, nei media e, in un crescendo rossiniano sempre più manipolato e monodiretto, nei socialnetwork.

Ma questa esasperante replica  del solito vecchio film già visto decine di volte costerà prezzi altissimi ai cittadini e quello a rivelarsi minore potrebbe essere l’ennesimo furto compiuto per finanziare la campagna elettorale di tanti partiti e partitini, pronti a gettarsi sulla greppia dei rimborsi elettorali.

I nuovi padri della patria sono pronti: si chiamano Fini, Napolitano e Rodotà; uniti nel disprezzo per Berlusconi, nell’amore per le istituzioni vigenti e nella condivisione di questo “sacrosanto” principio:

“il pubblico è bene, il privato è il male e il profitto è lo sterco del demonio.”

A meno che…

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9 Comments

  • Fabrizio scrive:

    Dopo Berlusconi? Un nord in mano alla Lega. Già adesso veleggia tra
    il 20 ed il 30 %, con la fine del PDL arriverà tranquillamente al
    40%. Per il paladino dell’unità d’italia (fini) proprio un grande
    successo. P.s. non centra niente ma quando le ho sentite mi sono
    piaciute molto: “meglio una democrazia sporca che una dittatura” e
    “in emilia romagna prima erano tutti socialisti, poi sono stati
    tutti fascisti, quindi tutti comunisti, adesso saranno tutti
    leghisti”.

  • linkato e commentato

  • Kalmha scrive:

    @Fabrizio, un bel colpo davvero! L’ennesimo esempio di perdente di
    successo che pero’ puo’ piegare la volonta’ di un’intera
    maggioranza grazie a un sistema nato vecchio e malato. :-) Ma solo
    gli emiliani sono cosi’? E i toscani? ;-) Rita

  • Kalmha scrive:

    @Paolo grazie. Ti seguo su fb. :-) Rita

  • Cara Perla (posso chiamarti così?) condivido in toto il tuo pezzo.
    Non mi complimento invece per aver previsto tutto. Lo avevamo fatto
    in molti (io qui:
    http://ag-notizie.blogspot.com/2010/07/berlusconi-davanti-ad-un-bivio.html).
    Intendiamoci, che anche Berlusconi dovesse finire era non solo
    prevedibile, ma ovvio. Ma che dovesse soccombere davanti a Fini,
    uno che ha perso la sfida a sindaco di Roma con un genio come
    Veltroni e con l’Elefantino messo in piedi assieme a Mariotto Segni
    nel quale il solo Mariotto venne eletto mentre Fini fu trombato,
    questo non me l’aspettavo! Non ci crederai, Perla, ma l’aveva
    previsto persino Wolfgang Goethe che amava dire “La mediocrità non
    ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è
    immortale”. Forse non si riferiva a Berlusconi e Fini, ma il
    concetto è quello. Un abbraccio forte, sino a farti male! So long.

  • Kalmha scrive:

    Caro Giovanni, soltanto l’uomo che hai fotografato con tanta
    precisione poteva spingersi fino al punto di causare una crisi di
    governo in questo momento. Due cose soltanto evidenzierei: 1. -la
    politica dei politicanti di professione ha sconfitto l’antipolitica
    del Cav. 2. -la costituzione cosi’ com’e’ lascera’ la democrazia
    italiana in costante fibrilazione e instabilita’. E’ bastato un
    uomo colpito da delirio di onnipotenza per bloccare un paese
    intero, alla faccia della volonta’ degli elettori. Grazie e
    ricambio l’abbraccio. :-) Rita o Perla, come preferisci

  • Ambra Biagioni scrive:

    @ Lupo solitario. Prima di dir gatto aspetta che il gatto sia nel
    sacco.

  • Ambra Biagioni scrive:

    Tale era l’emozione di aver ritrovato…un amico che ho sbagliato
    la citazione. Prima di dir quattro aspetta che il gatto sia nel
    sacco.

  • Kalmha scrive:

    :-) Rita

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