Dal forum del sito norvegese di “Nuova mamma” (nybaktmamma):

Ho una figlia che va in un “asilo all’ aperto” (utebarnehage).

Per l’ottanta per cento del tempo stanno fuori.

Hanno una tenda da pastore lappone e una capanna per grigliate nel bosco, con stufa a legna e lo spazio per accendere un falo’.

In inverno hanno una grande pista per le corse in slittino.

Passato l’inverno stanno sempre all’aperto e si divertono con le barche.

Hanno fatto dei giocattoli, come automobili, telefoni cellulari, ecc.

Formano un gruppo molto bello e unito. Ci sono due bambini con handycap che hanno ricevuto uno sviluppo molto positivo dopo il loro inserimento nell’asilo all’aperto.

La cosa migliore è che mia figlia ha piu’ energia ora di quando era all’asilo normale. Tutti gli adulti sono d’accordo su questo. Essi affermano che i bambini che stanno fuori tutto il giorno hanno piu’ energia di quando stavano molto al chiuso…

Mia figlia ha una attivita’ motoria molto buona ma se e’ per merito dell’utebarnehagen io non lo so. Costruiscono capanne nei boschi, mettono fuori cibo per tutti gli animali, vanno in cerca delle loro tracce, imparano a conoscerli.

Accendono i falo’ e si siedono attorno al fuoco a cantare e leggere.

Il gabinetto esterno funziona benissimo.

I bambini sono tra i tre e i cinque anni.

Devono essere assolutamente liberi dai pannollini.

Quando fa più freddo, vanno in visita in un altro asilo o in bibilioteca o in una palestra che si puo’ prenotare un giorno alla settimana.

Ma la capanna per cucinare e’ calda e confortevole, così a volte mettono le pelli di renna per terra e tutti si svestono, restando in slip e maglietta, mentre cantano o leggono.

Essi hanno anche una cassetta postale dove possono ricevere lettere da Babbo Natale e dagli altri nella foresta. E’ molto eccitante.

Raccomando a tutti di provarlo.

I ragazzi ne hanno cosi’ beneficio. Qualche volta lottiamo per farli uscire all’aria aperta.

Ora, nostra figlia ha una buona base e buone esperienze di cui lei si ricorderà.”

Questo intervento e’ di qualche anno fa ma proprio ieri le mie amiche lodavano, con lo stesso entusiasmo, questa esperienza scelta per i loro bambini, che hanno tra i tre e i cinque anni.

Che resta da commentare? Be’, proviamo a immaginare queste stesse espressioni in bocca a dei genitori italiani!

Ammettiamolo, si tratta di un esercizio di fantasia impossibile. D’altronde e’ noto che, al contrario  dell’Italia, la Scandinavia non alleva bamboccioni. :-)

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