Elogio della D’Addario

13 luglio 2010

Stiamo vivendo giornate confuse, ore di grande disorientamento culturale, momenti di perdita d’identita’ politica e attimi frequenti di incertezze concettuali.

Stanno crollando, ad uno ad uno, tutti i pilastri della politica entro cui ci facevamo forti nei momenti di maggiore sconforto di noi liberali.

Vedete, prima c’era una Costituzione da riscrivere e  sapevamo dove e perche’.

C’era un presidente della Repubblica al quale affidare piu’ poteri ma il Quirinale sta gia’ provvedendo da se’.

C’era un presidente della Camera eletto per essere  l’imparziale, tutore delle prerogative di ciascun deputato, e ora guida la fronda di Montecitorio.

C’era la magistratura al servizio dello Stato e ora abbiamo lo Stato al servizio della magistratura.

C’era un ordine giudiziario soggetto alla legge, e ora la legge e’ soggetta all’ordine giudiziario.

C’erano gli alleati coi quali condividevi un patto elettorale e ora ci sono degli alleati a cui diresti prego l’uscita e’ da quella parte.

C’erano alleati che cambiavano casacca e con quella ti sfidavano, ora al posto della casacca indossano la mimetica.

C’era la regola aurea che in democrazia vince chi prende piu’ voti e ora vince chi ne prende di meno.

C’erano i comici che imitavano i giornalisti ora ci sono i giornalisti che imitano i comici.

C’erano gli esperti che scrivevano sui magistrati, ora ci sono i magistrati che scrivono da esperti.

C’erano quelli che credevi liberali, sinceri paladini di tutte le liberta’, e ora eccoli che cavalcano il giustizialismo e la censura.

In tutto questo capovolgimento di ruoli solo una certezza ci e’ rimasta, granitica come una Patrizia D’Addario fedele alla sua unica mission, quella della prostituta.

Chiunque puo’ chiamarla e dovunque, ovunque e comunque Patrizia va.

Basta pagarla bene e lei non si nega mai a nessuno: nei giornali, in tv, nelle procure come a letto!

Qualcuno pensa che sia troppo poco e troppo squallido? E’ vero ma in fondo e’ solo un paradosso, o no?

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6 Comments

  • Ambra Biagioni scrive:

    Cara amica mia, la verità ha spesso risvolti squallidi. Il grave è
    che quella sulla D’Addario potremmo anche trascurarla, non si può
    invece trascurare lo squallore della situazione poilitica.

  • Kalmha scrive:

    Cara Ambra, una poi ci prova a stemperare lo squallore col
    paradosso ma l’impresa e’ ardua… :-D Un abbraccio Rita

  • Maralai scrive:

    comunque sia quella della d’addario è una buona costituzione.
    povero guzz!!! bacioni a te, cara Rita. M

  • Kalmha scrive:

    Caro M., grazie a Guz. la Camera avrebbe almeno un eletto che si
    vende senza infingimenti pseudo libertari! ;-) Ciao Rita

  • Zamax scrive:

    E’ noto che gli amori senili sono tremendi. Secondo me Guzzanti,
    che è un uomo nonostante sia liberale, si è incapricciato della
    D’Addario e vuole farla sua, tanto più che nel momento supremo,
    sempre che ci si arrivi al momento supremo, potrà chiedere alla sua
    Maria Maddalena – la Mignottocrazia per essere completa ne ha
    bisogno di una, e lui è ben felice di avrela trovata – potrà dunque
    chiedere alla sua generosa Maria Maddalena se lui, il Paolo, è
    meglio del Silvio: quello sarà il suo trionfo. E lo scriverà pure
    in un libro, Guzzanti Vs. Berlusconi Atto Finale.

  • Kalmha scrive:

    @Zamax, in questo caso si confermerebbe la fedelta’ alla sua
    mission: far sentire il cliente del momento unico e inimitabile.
    Ciao! :-) Rita

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