Cecita’ e antipolitica

26 luglio 2010

Mara Carfagna starebbe all’antipolitica berlusconiana come Rosy Bindi sta alla centralita’ della politica cattocomunista.

La prima e’ responsabile di un ministero di relativa importanza che, ad oggi, l’ha tenuta riparo dal causare danni alla comunita’. La seconda fu alla guida di un dicastero pesante e di guai ne causo’ molti, senza risolverne nessuno.

Anche Bindi e Carfagna, come tutti i colleghi, si sono avvalse e si avvalgono di consulenti esperti nelle materie di loro competenza.

Dagli uffici tecnici e dai pletorici organi collegiali ricevono assistenza scientifica e giuridica, nonche’ infinite istanze dall’associazionismo di cui l’indirizzo politico del ministro deve tenere conto.

Dell’indirizzo politico di Rosy Bindi sappiamo tutto ma di quello antipolitico di Mara Carfagna sappiamo poco.

Dai suoi ultimi atti pubblici possiamo pero’ farcene un’idea.

Prendiamo ad esempio la trionfale conferenza stampa nella quale ha dato prova  che la sua visione della disabilita’ e’ tristemente ferma al paleolitico.

In effetti la conferenza stampa di pochi giorni fa, organizzata in pompa magna a Palazzo Chigi, allo scopo di presentare la rivista dei Francescani di Assisi in versione braille e destinata a centomila “diversamente abili” o “diversamente vedenti” o “non vedenti” o “disabili sensoriali” e via cantando, dimostra che Mara ignora le reali esigenze dei ciechi e quando dichiara:

Vogliamo dare l’opportunità anche a chi vive la condizione della cecità, di conoscere il mondo in prima persona, sviluppando le proprie idee e le proprie consapevolezze, senza dover vivere soltanto dei racconti di altri… verrebbe da pensare a un proposito rivolto a se stessa.

La responsabile del “Dipartimento pari opportunita'” appare infatti di  visioni molto limitate di fronte a un processo tecnologico che ha mandato gia’ da anni milioni di tonnellate di carta e di plastica puntinate al macero. L’informatica ha aperto ai ciechi nuove frontiere sconosciute alla ministra perche’ ignorate dai suoi cattivi consiglieri, gli stessi furbi e e rapaci questuanti che estorcono, a qualunque governo, denaro pubblico.

Da anni si presentano per nome e per conto di un sempre piu’ raro tipo di cieco, disinformato e rassegnato a stare dentro arcaiche associazioni che rappresentano appena se stesse e per se stesse incassano milioni.

Per colpa loro Mara Carfagna, come i suoi predecessori, si e’ tuffata nella melassa della retorica dei buoni sentimenti, nel finanziamento di inutili prodotti di carta, sperperando risorse che avrebbe potuto destinare a investimenti piu’ seri.

Senza dubbio nessuno le ha parlato di un pianeta che le ruota intorno, dove i ciechi studiano, lavorano e si divertono, scaricando libri, riviste (anche quella dei Francescani); dove si abbonano ai quotidiani italiani ed esteri, caricano e scaricano musica e filmati, creano blog e si incontrano nei social network.

Siamo entrati nell’era dell’accessibilita’ a palmari come l’iphone, altro che musicassette e punteruoli!

Non si diventa competitivi sul mercato del lavoro portandosi appresso un rimorchio di carta forata.

Cambi visione e consulenti, cara ministra, la’ fuori c’e’ gente veramente abile, potenzialmente produttiva, sulla quale investire seriamente per cancellare vecchi e nuovi parassitismi e clientele!

Purtroppo pero’ se l’antipolitica Carfagna adotta i metodi e gli indirizzi politici tracciati da Bindi, Turco o Pollastrini, allora si conferma che il sistema e’ rigidamente e irreversibilmente inchiodato.

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2 Comments

  • Bisquì scrive:

    … il sistema e’ rigi­da­mente e irre­ver­si­bil­mente inchiodato!
    Bell’articolo mia cara, chissà se la Carfagna lo leggerà

  • Kalmha scrive:

    Non mi leggera’ ma sara’ una occasione persa per lei e per i ciechi
    che non conoscono questa realta’. In fondo un consiglio di un’amica
    le avrebbe fatto bene… ;-) Ciao Bisqui’ e grazie. :-) Rita

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