Italo Bocchino a La7: “…Qui si e’ creata una divergenza oggettiva. Qua non e’ che hanno litigato, non son d’accordo su una cosa., qui non sono d’accordo: a)- su come e’ il Popolo della liberta’, cioe’ il figlio di questa coppia politica.
Non sono d’accordo sul rapporto con la Lega, quindi non sono d’accordo con la coalizione alla maggioranza e non sono d’accordo sull’azione del governo. Allora, prima si trovava una sintesi, come si trovava questa sintesi? Si trovava nell’ambito di una convergenza che c’era da parte di due che avevano deciso di andare avanti con un percorso comune. Oggi si e’ generata una divergenza che esiste, che e’ oggettiva, che e’ anche forte. Io penso che bisogna abbassare i toni e trovare una soluzione definitiva perche’ non c’e’ la possibilita’ di andare avanti con questo logoramento. perche’ se andiamo avanti cosi’ e’ chiaro che si sfascia tutto.O i due si chiudono in una stanza e trovano le ragioni per un nuovo patto fondativo, che riconosca a Berlusconi la leadership, la candidatura alla premiership a vita, la candidatura al Quirinale se ha voglia di farlo, ma che ci conceda di avere pane e acqua che si chiama in politica pane e acqua? Sono tesseramento e congressi, un partito strutturato, un partito organizzato, o c’e’ questo chiarimento tra i due oppure si va alla rottura. La rottura non sara’, come qualcuno spera, quando spinge Berlusconi, questo lo devo dire con chiarezza, mi dispiace dirlo perche’ so che non e’ gradevole, la rottura non sara’ una separazione consensuale, cioe’, voglio dire, noi dal partito non ce ne andiamo ne’ ci facciamo cacciare. Se ci dovesse essere una rottura sara’ una rottura traumatica che mettera’ in discussione oggettivamente la tenuta del Popolo della liberta’…“
Queste si possono leggere come le parole di un democratico dirigente di un partito politico con grandi e gravi responsabilita’ verso il Paese? O sono piuttosto le parole perfette per una richiesta gigantesca di alimenti da parte di una moglie sicura di riuscire a ottenere il massimo dal coniuge potente per tutti ma non per lei?
Quelle sopra citate sono le stesse espressioni minacciose, le stesse provocazioni, gli stessi ricatti che ogni giorno echeggiano nei corridoi e nelle aule dei tribunali, quando in gioco ci sono molti interessi e tanto odio da parte della moglie. Lei che togliera’ il disturbo soltanto dopo essersi garantita una serena esistenza con alimenti principeschi.
Bocchino, come d’altronde anche Veronica Lario prima di lui, dice: vuoi che smetta di spubblicarti davanti al mondo?, Di darti il tormento da mane a sera?, Di incasinarti la vita? Di distruggere le cose piu’ preziose che ti stanno a cuore? Allora paga e paga caro, perche’ se no qui resto e ti faccio a pezzi!
E’ in gamba Bocchino, riesce a minacciare blandendo e a sfottere ossequiando ma, mentre i suoi arditi concetti, continuano a prendersi a pugni, tradisce il livore quando accenna a “chi spinge Berlusconi”. E chi spinge Berlusconi? Sono i “colonnelli” di An, che, piu’ che spingere Berlusconi, hanno blindato il tesoro che i finiani reclamano per finanziare le note mprese epiche del futuro.,
“Pane e acqua” chiede Bocchino, per nutrire il Pdl? Ma cosa gli importa ormai del Pdl; e’ lampante: i milioni del pane e acqua della buonuscita sono destinati all’organizzazione dei tanti micro-gruppi nati sul territorio che hanno bisogno di sedi con uffici e personale da mantenere, sotto le insegne vittoriose di Fini.
E di vile pecunia che devono parlare i due co-fondatori del Popolo della liberta’, ma essendo questo un argomento che raffredderebbe assai i cuori della curva sud finiana, meglio sara’, dice Bocchino, che i due si chiudano in una stanza lontani da orecchie non avvezze a sentire volgarita’ legate al denaro e spartizioni.
Loro due soli, proprio come una coppia separanda che sta per mettere tutto in mano agli avvocati.
Il compito di lanciare l’ultimatum e’ stato affidato all’ideologo Campi e la sede prescelta, naturalmente, il giornale piu’ avverso a Berlusconi, La Repubblica.’
E’ lui che profetizza un grande bacino elettorale trasversale per Fini; e’ lui che ha dettato la linea legalitaria di destra, archiviando la prima offensiva, considerata debole perche’ troppo sinistrorsa.
La destra si sconfigge con gli argomenti della destra, specie se si conoscono vita, morte e miracoli finanziari di alcuni suoi dirigenti.
Grazie all’accoglienza entusiasta che ogni finiano riceve dai media, l’ordine e’ stato preciso: alzare il tiro, andare alla guerriglia, utilizzare tutte le armi gia’ lubrificate dalla sinistra e dal travaglismo e riuscire cosi’ a scucire tutto lo scucibile dai tesorieri del Pdl.
Partendo da questo articolo di Destralab e dai relativi commenti, sara’ agevole ripercorrere le dinamiche e le parole d’ordine che hanno dato avvio alla radicalizzazione degli attacchi di questo ultimo mese.
L’effetto deflagrante delle insinuazioni calunniose di Granata e della cinica e calcolata solidarieta’ di Fini sono soltanto il preludio di cio’ che si va pianificando nel chiuso dei pensatoi finiani, decisi a espugnare “Fort Knox” con ogni mezzo.
Related posts:
- Il pericolo nascosto “Le parole del Presidente della Repubblica non andrebbero mai commentate,...











Forse a togliere il disturbo dovrebbe essere Berlusconi. Così come
fondò Forza Italia e diede vita al Popolo della Libertà, a cui
controvoglia ( ricordate “le comiche finali” ) si associò Fini,
forse per non sparire politicamente come l’ex socio Casini, ora
potrebbe fondare un nuovo partito e dire tu sì tu no. Sarebbe bello
da vedere. Dopotutto, lo ribadisco, dopo questo can can il Nord
sarà della Lega ed allora ci sarà veramente da ballare. Grazie per
i tuoi spunti. Fabrizio
@Fabrizio, per Fini oggi Berlusconi rappresenta soprattutto
Rita
l’ostacolo tra lui e la ricca tesoreria del Pdl, buona parte della
quale e’ alimentata dai contributi pubblici. Grazie per esserci.
Il contributo pubblico ai partiti è proporzionale ai voti. Tanti
voti tanti soldi. E nel PDL chi li ha i voti?
@Fabrizio, ma tu sai bene che per i finiani la regola del rispetto
Rita
della maggioranza e’ stata abrogata da un pezzo. Campi parla di
retorica della sovranita’ popolare e altri dicono che e’ troppo
semplice prendere decisioni in base alla maggioranza dei voti
ottenuti. Insomma per Fini il suo 2% vale puanto il restante 98%,
ergo gli spetta tutto…
Io non mi riferivo al conteggio dei voti interni al PDL ma a quelli
veri, quelli degli elettori sui quali si fanno i conti per i
rimborsi elettorali. Alla fine, se il Silvio dovesse mai imbarcarsi
in un’altra avventura di rifare un altro partito, Fini si
troverebbe ad essere un generale senza esercito, circondato al
massimo dai suoi ultimi fedelissimi luogotenenti. Un’immagine da
“La caduta” (visto il film?). P.s. bella la lista dei concerti
visti. Tra tutti quegli artisti dal vivo penso di avere visto sola
la PFM, però mi sono rifatto alla grande con Clapton, Rolling
Stone, Crosby Still & Nash, John Lee Hooker, B.B. King, Tina
Turner. Bye bye.
Caro Fabrizio, quando neghi il principio lo neghi per qualunque
Rita
consultazione. Se il maggiore ideologo finiano parla di retorica
della sovranita’ popolare, che puoi aggiungere? Ah, sono troppo
pigra per aggiungere altri artisti al mio blogroll, e qualcuno l’ho
pure dimenticato. Almeno tre dei tuoi li ho visti a Torino. Tina
Turner me la sono persa irrimediabilmente…
Ti piacerà anche questa, Ritin:
http://www.libero-news.it/news/461011/Fini__la_compagna__suo_cognato_e_una_casa_a_Montecarlo.html
Ho letto, ho letto. Grazie . E’ proprio divertente!
Ciao Ambra!
Rita