La politica e’ strana, ha un cuore (di pietra), che conosce ragioni che la ragione non arrivera’ mai a conoscere.
Pensate a Di Pietro e agli attacchi di cui e’ bersaglio in questi ultimi giorni. Mettiamo da parte i commentatori vicini al centrodestra, inevitabilmente sprezzanti, che osservano dall’esterno i fatti ingloriosi che stanno oscurando la luminosa immagine del magistrato piu’ famoso del mondo e concentriamoci sui suoi autentici e implacabili accusatori, tutti presenti a sinistra.
C’e’ Marco Pannella, che gli scateno’ contro tutta Radio Radicale, portando le prove della sua ineleggibilita’ col Pd del 2008. Furono giorni di assillanti preghiere a non candidarsi, con lunghe interviste agli ex amici, compagni, collaboratori di Di Pietro; ognuno gli muoveva accuse di ogni tipo, da quello giudiziario a quello politico.
C’e’ Elio Veltri, l’uomo che creo’ il Di Pietro politico, colui che gli suggeri’ l’indirizzo ideologico e collaboro’ a farne crescere il mito a livello internazionale.
C’e’ Achille Occhetto, altra vittima dell’avidita’ dell’arrivismo e del narcisismo dipietresco.
Ci sono tanti altri che conoscono gli armadi di Tonino e gli scheletri che vi sono contenuti: Enrico Buemi, Mario Di Domenico, Delia Cipulla, Maurizio Bolognetti, ecc.
Tanti personaggi del centrosinistra o della sinistra radicale che, con diverse intensita’, hanno usato la loro voce per smascherare il mito tarocco che rappresenta per loro il pm di Montenero di Bisaccia.
Da circa nove anni il nome di Di Pietro circola nelle procure, non come quello dell’avvocato o del pm ma come quello di un partitocrate disonesto; eppure, Radio Radicale a parte, dal 2001 tutto e’ stato coperto e protetto.
E allora, cosa e’ cambiato oggi? Quali ragioni nasconde il cuore di questa sinistra che ha deciso di togliere a Tonino il paracadute, per farlo cadere tra le braccia dei vecchi colleghi che indagano sugli appalti e su Balducci?
Perche’ un giustizialista di carriera come Giulietto Chiesa ha confessato soltanto oggi, sollecitato da da sinistra, cioe’ da Piovono Rane, le sue disavventure di candidato alle europee col furbo manovale abruzzese?
Forse perche’, come avveniva nel grande Pci delle epurazioni di stile sovietico, ancora oggi per gli indesiderati dal partito o dalla coalizione non c’e’ nessuna pieta’?
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Pensa piuttosto ad Aldo Brancher, nominato ministro giorni fa di un
dicastero inutile visto che c’è già Bossi ad occuparsi di
federalismo, affinché potesse avvalersi del legittimo impedimento.
Cosa puntualmente avvenuta oggi.
Sto vedendo e non mi piace questa distorsione di un sistema
politico-giudiziario gia’ perverso di suo. Una sorta di caccia al
ladro dove ogni parte in causa ha perso di credibilita’. In quanto
a Di Pietro, non avrebbe dovuto dimettersi? Seguendo quanto va
urlando da anni? I politici sospettati di reato dovrebbero
scomparire tutti. Tutti tranne quelli che si chiamano antonio di
Pietro? Ciao Rita
di pietro sta oramai insidiano il primato della sinistra, che si
sa, i suoi fili sono come l’alta tensione: chi tocca quei fili…
abbraccio a te. M
Mi sono sentita tutte le testimonianze-denuncia di coloro che lo
hanno conosciuto e devo dire che mai la buona fede degli italiani
e’ stata tanto sfrontatamente tradita. Ciao M.
Ottimo taglio, da Pulitzer.
Grazie Paolo! Tu sei troppo gentile e io troppo in ritardo, sorry.
Un abbraccio Rita