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mar/10

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Di Pie­tro amma­netta il Pd? Benone!

In que­sto arti­colo, con tono diver­tito, Fau­sto Carioti si sof­ferma sugli epi­sodi finali della melo­dram­ma­tica set­ti­mana appena trascorsa.

La sua cro­naca si incen­tra sulle ultime per­for­mance di Anto­nio Di Pie­tro, della sua richie­sta di impea­ch­ment con­tro Napo­li­tano e dell’imbarazzo che sta cau­sando al Pd, dila­niato tra dover man­te­nere un’immagine di rispet­ta­bi­lita’ isti­tu­zio­nale e quella, molto meno rispet­ta­bile, di par­tito della con­te­sta­zione di piazza, diretta, volente o nolente, con­tro il Quirinale.

E’ vero che Di Pie­tro, pur di estor­cere due asses­sori in piu’ ai suoi alleati, nono­stante le peg­giori inten­zioni si vende al nemico Ber­lu­sconi, anzi gli si regala, come scrive Carioti; e allora, se l’effetto e’ la crisi del Pd che, in quanto arbi­tro del suo destino poli­tico, sce­glie con chi amma­net­tarsi, sarebbe ora di inter­rom­pere la stuc­che­vole e annosa lita­nia che piu’ o meno recita cosi’: que­sto cen­tro­si­ni­stra, que­sto Vel­troni, que­sto Prodi, que­sto Fran­ce­schini o que­sto Ber­sani, nei fatti e non solo a parole, prenda le distanze dall’impresentabile Di Pietro!

Ma perche’dare simili con­si­gli a un avver­sa­rio che, tra l’altro, non ne ha affatto bisogno?

Gli si lasci fare le capriole insieme, sban­dare insieme, sbrac­ciarsi insieme e, se lo spet­ta­colo dovesse pro­trarsi ancora a lungo, saranno i loro elet­tori, se delusi, a sanzionarli.

Il Pdl e’ in piena crisi e, piu’ che det­tare la linea al Pd, deve recu­pe­rare la fidu­cia degli Ita­liani, tra­volti da que­sto assurdo psico­dramma radical-giudiziario messo in scena pren­dendo a pre­te­sto un rien­tro in ritardo di un dele­gato di lista, che, oltre al mon­go­loi­dino d’oro, vin­cera’ il record dell’unico dele­gato respinto al mit­tente per mezz’ora di ritardo sul ter­mine di legge.

E’ molto pre­oc­cu­pante ma la tol­le­ranza zero appli­cata dal giu­dice di Roma non la si trova spesso nelle altre corti d’appello, dove gli omo­lo­ghi di Milioni vanno e ven­gono ben oltre la sca­denza del tempo e spesso con firme taroc­cate, senza nep­pure un ver­bale. Forse, in certe corti ope­rano can­cel­lieri piu’ pre­oc­cu­pati di non tur­bare una cam­pa­gna elet­to­rale che di fer­mare l’orologio.

Ma que­sto la mag­gio­ranza dei cit­ta­dini lo sa, nono­stante abbia sen­tito troppi para­goni impro­pri sulla legge uguale per tutti, sia per chi sba­glia il 730 sia per chi, alla con­se­gna delle firme, pur rap­pre­sen­tando milioni di elet­tori, se sba­glia i tempi dev’essere imme­dia­ta­mente punito ed espulso da un magistrato.

Cosi’ le sini­stre hanno saputo tenere (e con­tano di poterlo fare per tutta la durata della cam­pa­gna elet­to­rale) il Pdl sotto schiaffo.

Poi il coin­vol­gi­mento di Napo­li­tano, e nulla e’ stato piu’ sag­gio e dove­roso di quella firma. In que­sto post di Jim­momo sono per­fet­ta­mente spie­gate le ragioni che lo hanno spinto a pro­mul­gare il decreto che resti­tui­sce a milioni di cit­ta­dini incol­pe­voli il diritto al voto, quello sul quale si basa la demo­cra­zia del paese.

Tutto il resto e’ sol­tanto stru­men­ta­liz­za­zione da cac­cia­tori di pol­trone a costo zero e da cul­tori della fuffa, coi vestiti viola.

Nati gia’ vec­chi, dal web tra­ci­mano nelle piazze; sono pate­ti­ca­mente iden­tici ai loro fra­telli no glo­bal degli anni novanta, i quali erano iden­tici alle pan­tere degli anni ottanta, che erano iden­tici agli indiani metro­po­li­tani degli anni set­tanta, che erano iden­tici ai con­te­sta­tori degli anni sessanta.

Basta ascol­tarli e, soprav­vis­suto Anpi com­preso, e’ tutto un rima­sti­care di con­cetti vuoti e anti­te­tici tra loro, che potrete leg­gere anche qui, mera­vi­glian­dovi, forse, del sapore di antico e di obso­leto che hanno.

Per costoro le moti­va­zioni di Ber­lu­sconi e di Napo­li­tano si chia­mano: golpe, atten­tato alla costi­tu­zione, schifo di regime!

Biso­gnera’ far­sene una ragione e riu­scire a par­lare con la mag­gio­ranza e la mino­ranza che non sta solo al micro­sco­pio ma che sa usare anche il grandangolo.

Ma, se avessi l’ascolto che non ho, con­si­glie­rei ai coor­di­na­tori del Pdl la lettura di que­sta straor­di­na­ria testi­mo­nianza di cosa signi­fi­chi impe­gno poli­tico con­creto, mili­tanza vera, una lezione di edu­ca­zione civica che di que­sti tempi non guasta.

E per finire, augu­riamo lunga vita a Di Pietro.

Update: a futura memo­ria da La Pulce Di Vol­taire.

Tags: Berlusconi, Candidature, Decreto, Di Pietro, Magistratura, Milioni, Napolitano, Pd, Pdl, Politica Italia, Popolo Viola, Regionali

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1 comment

  • Admin comment by Kalmha · 8 marzo 2010 alle 19:14

    Chiedo scusa ai let­tori per tutti i refusi che ho veri­fi­cato solo
    sta­sera… :-)

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