Si potrebbe dire che errare e’ umano ma perseverare e’ diabolico, se non fosse che a capo della compagnia che fu “diretta” dal languido Prodi oggi c’e’ una frizzantissima Emma Bonino.
La composizione dell’alleanza di centrosinistra e’, in formato ridotto, identica all’Unione nazionale che regalo’ al Paese momenti di rara drammaturgia, a volte comica a volte tragica ma sempre molto coinvolgente. A suo tempo lo spettacolo pero’ non ebbe grande successo di pubblico e di critica e il sipario calo’ in anticipo sulla scadenza prefissata dal malcapitato regista. Troppe le primedonne che recitavano a soggetto, improvvisando entrate in scena con battute fuori copione, anche perche’ un copione non c’era; troppo debole la mano del regista privo di carisma e anche di un programma condiviso da tutti gli attori.
Ma e’ inutile indugiare sul passato quando questo lo si da’ per morto e sepolto, salvo che d’improvviso te lo veda rimbalzare nel presente in tutta la sua riesumata forma; allora una timida riflessione scappa.
Si rivede la stessa tavolozza di colori del 2006, ci sono i rossi, i verdi, i rosa, i biancofiore e i nerofumosi. Si sono candidati a governare il Lazio sotto la guida di Emma Bonino con le stesse divergenze e incompatibilita’ politiche che fecero deragliare il governo di centrosinistra, battuto poi dal Pdl nel 2008.
Gia’ serpeggiano i malumori, vedi quello di Franceschini rassegnato ma non convinto dalla scelta non di sintesi fatta dal suo Pd.
E che dire dei teodem, pronti ad appiccare i fuochi quando la presidente pannelliana con delega alla sanita’ decidera’ di somministrare in larga scala la pillola abortiva RU486? O quando, in piena coerenza con le sue battaglie, rendera’ accessibile a tutte le donne la pillola del giorno dopo, magari acquistabile tra i farmaci da banco?
O, ancora, quando chiedera’ l’istituzione del registro regionale per il testamento biologico? Burocrati libertari laziali unitevi!
E poi non sarebbe la Bonino dei diritti civili se non realizzasse un altro progetto (piacera´ ai democristiani del Pd?): il registro sulle coppie di fatto gay.
Di questo gli alleati di Sinistra e liberta’ gioiranno? Forse, non troppo pero’ quando la loro nuova leader dovra’ tagliare spese, privatizzare aziende e chiudere enti onerosi, creando nuovi disoccupati.
Per fortuna sua, Emma avrebbe gia’ interiorizzato il ma-anchismo veltroniano qui raccontato da un divertente Mellone e che potrebbe rappresentare la via piu’ percorribile verso quella tanto agognata sintesi, indispensabile per coordinare una simile riedizione dell’armata brancaleone.
Per ora sembrano prevalere musi lunghi e malcelate rivalita’, anche perche’ la neo leader dell’Unione laziale pare si sia candidata capolista dei radicali in Lombardia, non proprio in armonia con L’Unione lombarda.
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