“Tornai a letto e feci colazione, senza badare tuttavia a quello che mangiavo perché avevo notato che insieme al cibo mi avevano mandato anche un giornale. Era una copia del Times della grande Los Angeles, in data 13 dicembre 2000.
I giornali non erano mutati molto, almeno nel formato, però la carta era patinata e le illustrazioni tutte a colori, e alcune anche a tre dimensioni, perfette anche senza l’uso di occhiali colorati o lenti speciali come bisognava usare per le immagini tridimensionali ai tempi della mia gioventù.
Pronto– agli– Ordini aveva sistemato il giornale su un leggio dove pareva fissato da invisibili chiodi. Quando ebbi guardato la prima pagina, feci distrattamente per voltare i fogli, senza però riuscirci. Pareva che le pagine fossero tutte incollate insieme. Solo quando, a furia di provare, tastai per caso il lembo inferiore destro del foglio questo parve accartocciarsi, sbiadire e svanire, per non so qual fenomeno. Così accadde per tutte le altre pagine.”
Tratto da “La porta sull’estate” di Robert A. Heinlein.
Era il 1957 quando Heinlein pubblico’ questo strepitoso, divertente romanzo di fantascienza col quale, in anticipo di cinquanta anni su Amazon o Apple , descriveva l’oggetto piu’ rivoluzionario ed evoluto della tecnologia legata alla lettura elettronica, di cui tutti oggi discutiamo.
Un americano folle e visionario che ha precorso i tempi, inventandosi l’e-book (forse piu’ dell’ipad che del kindle), grazie a quel sesto o settimo senso che solo a geni come Heinlein o a Clarke e’ concesso possedere.










