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gen/10

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Quella Bergen-Belsen?

Usciamo da que­sta auto­strada noiosa e mono­tona, adden­tria­moci nella ger­ma­nia vera, l’Italia puo’ attendere.”

Due ditate sul tom­tom e Han­no­ver era gia’ la nostra nuova destinazione.

Pia­ce­vole viag­giare sulle sta­tali tede­sche, pas­sando tra boschi, grandi via­dotti e pic­cole case colo­rate e curate. Dav­vero ripo­sante, senza nep­pure biso­gno di leg­gere la segna­let­tica ostro­gota, pen­sava a tutto il fido tomtom.

Stiamo per arri­vare a bergen-Belsen”, disse mio marito.

Come? Cosa? Quale Bergen-Belsen? Quella Bergen-Belsen?

Si’, una sol­tanto ce n’e’”.

Allora mi prese una strana emo­zione, mi ritor­na­rono alla memo­ria quel dia­rio e quella foto di una ragaz­zina ebrea che conobbi quando ero un’adolescente come lei, prima che i nazi­sti la lascias­sero morire, tra atroci stenti, in un lager in Germania.

Il lager si tro­vava a Bergen-Belsen e io stavo per entrarci e per respi­rare la stessa aria che Anne Frank e altri cin­quan­ta­mila depor­tati ave­vano respi­rato sessant’anni prima. Avevo pro­vato spesso a imma­gi­nare quel posto, nella mia mente di ragazza nulla, che fosse legato a quel nome, poteva appa­rire piu’ lugu­bre e mor­ti­fero … Invece la cit­ta­dina che stavo attra­ver­sando sem­brava un para­diso per i turi­sti in cerca di quiete e di sereno ristoro, in mezzo alla natura.

Quanti hotel, risto­ranti, camere e locali di ritrovo, pro­ba­bil­mente gia’ al com­pleto, data la stagione.

Il campo di con­cen­tra­mento chissa’ dove si tro­vava? Era troppo tardi per andarci, un’altra volta; ora sta­vamo uscendo dalla citta’ tra il verde e l’aria salubre.

La morte degli ebrei, degli omo­ses­suali, degli zin­gari sepolti in tante fosse comuni in qual­che parte del ter­ri­to­rio, sem­brava non aver mai toc­cato quei luo­ghi e che se ne fosse per­duta per sem­pre la memoria.

Tutto sepolto nell’indifferenza, ieri come oggi?

Ma forse no, forse quei cit­ta­dini custo­di­scono con cura cio’ che e’ restato dell’inferno dove Anne e Mar­got Frank mori­rono e lo mostrano ogni giorno al mondo che non vuole e che non deve dimenticare.

Tags: Lager, Memoria, Shoah

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