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Ma per­che’ fer­marsi al solo crocifisso?

Ecco uno dei nume­rosi arti­coli con­te­nuti nella sen­tenza della corte euro­pea sui diritti umani:

Art. 55. La pre­senza del cro­ci­fisso può essere facil­mente inter­pre­tata dagli stu­denti di tutte le età come un sim­bolo reli­gioso, essi si sen­tono edu­cati in un ambiente sco­la­stico carat­te­riz­zato da una par­ti­co­lare reli­gione. Ciò che può essere inco­rag­giante per alcuni stu­denti di una reli­gione può essere emo­ti­va­mente inquie­tante per gli stu­denti di altre reli­gioni o di coloro che non pro­fes­sano alcuna reli­gione. Que­sto rischio è par­ti­co­lar­mente pre­sente tra gli stu­denti appar­te­nenti a mino­ranze reli­giose. La libertà nega­tiva non è limi­tata alla man­canza di ser­vizi reli­giosi o di istru­zione reli­giosa. Esso copre le pra­ti­che dei sim­boli che espri­mono, in par­ti­co­lare, o, in gene­rale, una cre­denza, una reli­gione o atei­smo. Que­sto diritto nega­tivo merita una pro­te­zione spe­ciale, se lo Stato esprime una con­vin­zione e, se la per­sona si trova in una situa­zione che non può essere supe­rata se non con uno sforzo indi­vi­duale o un sacri­fi­cio sproporzionato.”

Ho riletto tutto il dispo­si­tivo dopo l’ultimo caso di mole­stie gravi subite da un giu­dice di tri­bu­nale da parte di un cro­ci­fisso, sul quale egli ha river­sato tutto il pro­prio males­sere esistenziale.

Da parec­chi anni Luigi Tosti si pro­duce in varie per­for­mance ispi­rate all’arredo dell’aula del tri­bu­nale den­tro cui dovrebbe pre­sie­dere i dibat­ti­menti ma che (per for­tuna di tutte le parti) da anni si rifiuta di fre­quen­tare con la dovuta regolarita’.

Ha piu’ volte stac­cato il cro­ci­fisso dalla parete, altre volte gli ha affian­cato i logo di un’associazione di atei mili­tanti e in subor­dine anche la Meno­rah ebraica.

Da non cat­to­lica ma non anti qual­cosa che non mi puo’ riguar­dare, lascio ai pra­ti­canti dibat­tere sulla chiesa, su i suoi riti e i suoi sim­boli, per cui mi rie­sce impos­si­bile defi­nire razio­nale ed equi­li­brato il com­por­ta­mento di que­sto magi­strato, spe­cie dopo aver visi­tato il suo blog.

Viviamo tempi dif­fi­cili, in cui la magi­stra­tura e’ oggetto di atten­zioni poco lusin­ghiere, una casta a irre­spon­sa­bi­lita’ illi­mi­tata che, se attac­cata, si difende e si autoas­solve mediante potenti orga­ni­smi con­so­cia­tivi e cor­po­ra­tivi; per­tanto un suo appar­te­nente che la com­bat­tesse dall’interno sarebbe stata una bella rivo­lu­zione. Pur­troppo pero’ la causa che osses­si­va­mente arma il giu­dice Tosti non e’ quella che la mag­gio­ranza dei cit­ta­dini si sarebbe aspettata.

Anzi il nostro giu­dice ha goduto dei pri­vi­legi che il suo ordine gli con­sente, visto che in nes­suna azienda del mondo un dipen­dente, spe­cie se pub­blico, puo’ per­met­tersi il lusso di man­te­nere il posto di lavoro dopo essersi rifiu­tato di svol­gerlo anche solo per un giorno. con simili motivazioni.

Ma tant’e’ e tutta la sua ener­gia psico-fisica Luigi Tosti la impe­gna con­tro quel sim­bolo che defi­ni­sce nazi­sta e stra­gi­sta, pre­pa­rando anch’egli il ricorso alla corte di Strasburgo.

La pre­ce­dente sen­tenza riba­di­sce piu’ volte il diritto degli stu­denti di essere tute­lati da visioni emo­ti­va­mente inquie­tanti, da con­di­zio­na­menti subli­mi­nali, tur­ba­menti psi­chici e costri­zioni reli­giose deri­vanti dalla pre­senza di quella croce sulla parete. Per­tanto la stessa corte dovra’ tro­vare argo­menti di pari gra­vita’ par­lando di un uomo di circa sessant’anni che non potra’ pre­sen­tare dia­gnosi di turbe infan­tile cau­sa­ta­gli dall’odiato legno ma che da anni si sente vit­tima di per­se­cu­zioni raz­ziali e reli­giose, non­che’ ini­do­neo ad appa­rire impar­ziale, il tutto a causa del cro­cifsso alle sue spalle.

C’e’ un che di inte­gra­li­sta e tale­bano in per­so­naggi come Tosti e alcuni atei orga­niz­zati, spesso spe­cu­lari ai fana­tici di ogni religione.

Pro­ba­bil­mente la corte che si occupa di diritti umani vio­lati (magari fos­sero tutti di que­sto genere) con­dan­nera’ di nuovo lo stato ita­liano a spic­care dai muri il sim­bolo della reli­gione cristiana.

A que­sto punto pero’ ci si chiede: per­che’ fer­marsi solo alla

con­te­sta­zione del cro­ci­fisso? Lo stato e’ col­pe­vole di altri ben piu’ gravi ed eccla­tanti reati con­tro la sua pro­pria forma laica. A uno di essi ha posto riparo, abo­lendo da molti giu­ra­menti il rife­ri­mento a Dio; si trat­tava di una vera e pro­pria man­canza di rispetto per i non cre­denti o fedeli di altre reli­gioni, un atto iil­le­git­timo quanto inutile.

Ma non e’ forse assai piu’ grave dell’esposizione del cro­ci­fisso, che lo stato costringa piu’ volte nell’anno i suoi dipen­denti a san­ti­fi­care le feste reli­giose, senza prov­ve­dere alla biso­gna affin­che’ i lavo­ra­tori pub­blici atei o agno­stici pos­sano godere di liberta’ di scelta, onde potersi recare in uffi­cio anche a Pasqua, Natale o Santo Stefano?

E non e’ altresi’ nel torto quando non si perita di vie­tare la pre­senza sui libri di scuola, spe­cie dei piu’ pic­coli, di ogni, sep­pur minimo, accenno alla nascita di Gesu’, alla sua vita, alla sua morte e alla sua resurrezione!

Un tempo i testi sco­la­stici erano zeppi di imma­gini, rac­conti, poe­sie, bio­gra­fie ispi­rati e tratti dai van­geli o dalla tra­di­zione a sfondo reli­gioso; oggi di quel pas­sato non dovrebbe esserci la minima trac­cia, in caso con­tra­rio la corte euro­pea dovrebbe inter­ve­nire d’ufficio.

E che dire dei calen­dari con cen­ti­naia di santi e di madonne? Vanno rimossi anche quelli.

Via anche i ritratti a sog­getto reli­gioso, fos­sero pure del Tiziano, la lai­cita’ e i diritti umani lo impongono.

Le chiese stesse rap­pre­sen­tano una pro­vo­ca­zione costante, visto che insi­stono sul suolo pub­blico e laico dello stato italiano.

Ma il giu­dice Tosti e il suo costi­tuito par­tito atei­sta se ne stara’ senz’altro occupando.

Tags: Atei, Crocifisso, Cultura, Diritti Umani, Laici, Luigi Tosti

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