Un presidente della Camera che non raccogliesse il malessere delle minoranze e non se ne facesse carico, quando lo ritenesse legittimo, non sarebbe assolutamente un buon presidente di tutti gli eletti.
Essere superpartes e’ un dovere istituzionale di chi presiede l’assemblea di Montecitorio e criticare il governo per ogni atto prevaricatore verso il parlamento non puo’ che essere apprezzato e sempre auspicato da chiunque abbia a cuore il buon funzionamento democratico delle istituzioni.
Da alcuni mesi sta pero’ succedendo qualcosa che lascia molto perplessi coloro che osservano la troppa disinvoltura con cui la terza carica dello stato agisce dentro e fuori il palazzo di cui e’ il responsabile.
La mancanza di garbo con cui Gianfranco Fini ogni giorno si rivolge al governo assume carattere di dura offesa verso l’istituzione che presiede, se coinvolge, come avvenuto ieri sul voto di fiducia, tutti i componenti della maggioranza.
Ieri sera questo spiacevole sbandamento ha condotto di nuovo Fini fuori dalle sue prerogative, portandolo ad esprimere giudizi politici impropri e che non spettano a un arbitro imparziale su entrambi gli schieramenti.
Con queste parole:
“ … una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti non nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma nel rapporto tra maggioranza e governo”.”, Fini si e’ espresso da uomo dell’opposizione e che opposizione!
L’impegno politico del presidente della Camera assomiglia ogni giorno di piu’ a quello di un militante qualunque dell’antagonismo barricadero, irresponsabile in quanto non tiene conto delle gravi conseguenze politiche che determinano le sue continue esternazioni.
Mai come in queste ultimi giorni la prudenza, la sobrieta’, l’essenzialita’ dei suoi atti avrebbero dovuto essere applicate con rigida autodisciplina, perche’ esistono anche le questioni di vitale opportunita’ oltre a quelle di principio.
Fini sembra aver imbracciato la mazza del difensore col paraocchi dei sacri principi, anche quando questo mette a repentaglio gli equilibri politici, la funzionalita’ del governo e calpesta la volonta’ stessa degli elettori.
A seguire le quotidiane evoluzioni dell’uomo c’e’ da preoccuparsi e qualcosa di insano nel fare politica di Gianfranco Fini dev’esserci se, nel silenzio colpevole di tutti, si e’ permesso incredibilmente di condannare l’esercizio sovrano della liberta’ di espressione degli elettori svizzeri!!
Non credo si sia visto altre volte che il garante di una istituzione nazionale ed elettiva si permettesse di criticare l’esito di un referendum popolare di un altro stato!
Appare perfino cialtronesco il comportamento della terza carica dello stato, assurto a paladino di campagne referendarie nel suo paese ma che, paradossalmente, non trova di meglio che mancare di rispetto allo stesso istituto democratico di un paese estero, il cui esito popolare non corrisponde ai suoi nuovi ideali:
“Fini: il voto svizzero rende più forte il fanatismo islamico. «Dopo il voto in Svizzera contro i minareti il fanatismo islamico è più forte». Lo ha detto Gianfranco Fini intervenendo alla registrazione Porta a Porta.
Secondo il presidente della Camera «si è trattato di un voto non ragionato che è diventato un formidabile regalo per l’islamismo più aggressivo» . «Credo – ha proseguito – che gli elvetici dovrebbero riflettere su quanto è successo».”
Che dire? Contiamo in un futuro migliore di quello che Gianfranco Fini preconizza.
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Abbiamo già parlato al telefono di questo argomento. In sintesi io
credo che Fini sia mal consigliato. Credo anche che potrebbe meglio
continuare la sua lotta dopo essersi dimesso dalla carica.
All’inizio pensavo che volesse imitare l’inglese Cameron (e il suo
ottimo lavoro, fatto per scalzare i lab), poi che volesse imitare
il Grande Idiota Jacques Chirac, o il suo delfino de Villepin.
Quelli sì che sparavano alto e male. Volendo essere più dolci nei
confronti di Fini e fare dietrologia, potrei ipotizzare ciò che
segue. Si pensi al delfinato, cioé alla successione di SB. Fini non
avrebbe mai avuto chances di sorta, perché continuava a essere
immaginato come “fascista”. Adesso che ha fatto il percorso di
Mussolini al contrario, è pronto al governo. Ma avrebbe commesso un
errore: quello di perdersi i favori del popolo del centrodestra. A
ciò però provvederebbe con una campagna molto diversa dall’attuale
nei prossimi due anni, o nell’ultimo anno di legislatura. Ripeto
che è un’ipotesi fantasiosa, ma potrebbe forse spiegare certe
bestialità altrimenti inconcepibili.
Al varo dei commenti sei arrivato proprio tu, grazie! Concordo con
te., Sintetizzando, colui che oggi presiede Montecitorio sembra
occupato a curare narcisisticamente e puerilmente la sua immagine,
noncurante dei danni che causa al paese. Rita
Dice Paolo: Fini non avrebbe mai avuto chances di sorta, perché
continuava a essere immaginato come “fascista” Anch’io sono tra
quelli che da tempo si sta sforzando di capirlo. E parto dagli
stessi presupposti, “successione a Sb e chances”, solo che non
penso il problema sia stato solo quello di continuar ad essere
immaginato come fascista (anche se questo continua ad essere uno
dei fronti aperti da anni). Il problema principale che Fini ha
visto insormontabile, secondo me, è che con le attuali
aggregazioni, con una lega così forte, presente e radicata sul
territorio in modo “classico” (come i partiti di una volta per
intenderci), lui un futuro da leader non se lo sarebbe neanche
potuto immaginare. Soprattutto dopo aver berlusconizzato il suo di
ex partito, senza essere B. Tutto è andato bene per lui finché
decideva e gestiva il 100%, quando è diventato solo il gestore di
un 30% del 100% si è reso conto dei rischi che correva (aggravati
dalle distanze che si sono mano mano evidenziate con il resto dei
suoi ex-an) ed è andato all’attacco badando solo alle sue
prospettive e cercando di occupare degli spazi politici (quali che
siano), incurante di tutto il resto. Si era probabilmente
sopravvalutato accettando l’incarico di Presidente della Camera.
Quindi io immagino che lui stia solo lavorando alla disgregazione
(ma rischia la disintegrazione) dell’attuale coalizione e delle
attuali aggregazioni. Solo così potrebbe immaginarsi un qualche
futuro da protagonista. Il resto si vedrà…
@Destralab, un brutto anno da sfascista, piu’ tutto.
Penso che
se da oggi si potesse commentare l’attivita’ del presidente della
camera esclusivamente riferendosi alla sua gestione dell’assemblea,
se ne gioverebbe la collettivita’ intera. C’e’ una sede dove il
Fini co-fondatore del pdl dovrebbe sottoporre alla discussione le
sue proposte politiche ed e’ la direzione del partito. Sarebbe un
bel modo per non subire quotidianamente le sue reprimende ai suoi
stessi alleati in mondovisione. Ciao! Perla