“Tornai a letto e feci colazione, senza badare tuttavia a quello che mangiavo perché avevo notato che insieme al cibo mi avevano mandato anche un giornale. Era una copia del Times della grande Los Angeles, in data 13 dicembre 2000.
I giornali non erano mutati molto, almeno nel formato, però la carta era patinata e le illustrazioni tutte a colori, e alcune anche a tre dimensioni, perfette anche senza l’uso di occhiali colorati o lenti speciali come bisognava usare per le immagini tridimensionali ai tempi della mia gioventù.
Pronto– agli– Ordini aveva sistemato il giornale su un leggio dove pareva fissato (continua…)
Dopo sessant’anni di stretta osservanza, le conseguenze dei danni derivati dal primo articolo della Costituzione appaiono oggi più che mai gravi.
Riformularlo in senso liberista, come suggerito da Brunetta, non porterebbe alcun beneficio, almeno nell’immediato.
E’ tardi per rimediare a quei danni.
Troppe le generazioni che si sono impigrite dalla cultura del lavoro come diritto fondamentale acquisito per volontà divina invece che come opportunità da riconquistare con le proprie forze, secondo le proprie attitudini. Generazioni cresciute nell’attesa dell’impiego assicurato fino alla pensione (continua…)
“Usciamo da questa autostrada noiosa e monotona, addentriamoci nella germania vera, l’Italia puo’ attendere.”
Due ditate sul tomtom e Hannover era gia’ la nostra nuova destinazione.
Piacevole viaggiare sulle statali tedesche, passando tra boschi, grandi viadotti e piccole case colorate e curate. Davvero riposante, senza neppure bisogno di leggere la segnalettica ostrogota, pensava a tutto il fido tomtom.
“Stiamo per arrivare a bergen-Belsen”, disse mio marito.
“Come? Cosa? Quale Bergen-Belsen? Quella Bergen-Belsen?”
“Si’, una soltanto ce n’e’”.
Allora mi prese una strana emozione, mi ritornarono alla memoria quel diario e quella foto di una ragazzina ebrea che conobbi quando ero un’adolescente come lei, prima che i nazisti la lasciassero morire, tra atroci stenti, in un lager in Germania.
Il lager si trovava a Bergen-Belsen e io stavo per entrarci e per respirare la stessa aria che Anne Frank e altri cinquantamila deportati avevano respirato sessant’anni prima. Avevo provato spesso a immaginare quel posto, nella mia mente di ragazza nulla, che fosse legato a quel nome, poteva apparire piu’ lugubre e mortifero … Invece la cittadina che stavo attraversando sembrava un paradiso per i turisti in cerca di quiete e di sereno ristoro, in mezzo alla natura.
Quanti hotel, ristoranti, camere e locali di ritrovo, probabilmente gia’ al completo, data la stagione.
Il campo di concentramento chissa’ dove si trovava? Era troppo tardi per andarci, un’altra volta; ora stavamo uscendo dalla citta’ tra il verde e l’aria salubre.
La morte degli ebrei, degli omosessuali, degli zingari sepolti in tante fosse comuni in qualche parte del territorio, sembrava non aver mai toccato quei luoghi e che se ne fosse perduta per sempre la memoria.
Tutto sepolto nell’indifferenza, ieri come oggi?
Ma forse no, forse quei cittadini custodiscono con cura cio’ che e’ restato dell’inferno dove Anne e Margot Frank morirono e lo mostrano ogni giorno al mondo che non vuole e che non deve dimenticare.
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Ma perche’ fermarsi al solo crocifisso?
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Ecco uno dei numerosi articoli contenuti nella sentenza della corte europea sui diritti umani:
“Art. 55. La presenza del crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, essi si sentono educati in un ambiente scolastico caratterizzato da una particolare religione. Ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti di una religione può essere emotivamente inquietante per gli studenti di altre religioni o di coloro che non professano alcuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti appartenenti a minoranze religiose. La libertà negativa non è limitata alla mancanza di servizi religiosi o di istruzione religiosa. Esso copre le pratiche dei simboli che esprimono, in particolare, o, in generale, una credenza, una religione o ateismo. Questo diritto negativo merita una protezione speciale, se lo Stato esprime una convinzione e, se la persona si trova in una situazione che non può essere superata se non con uno sforzo individuale o un sacrificio sproporzionato.”
Ho riletto tutto il dispositivo dopo l’ultimo caso di molestie gravi subite da un giudice di tribunale da parte di un crocifisso, sul quale egli ha riversato tutto il proprio malessere esistenziale.
Da parecchi anni Luigi Tosti si produce in varie performance (continua…)
Sembrava fatta, la notizia era di quelle che farebbero esultare tutti i laici del mondo; una buona novella pure per i proseliti del finismo; una vittoria nella dura battaglia contro i pregiudizi, le etichette e i muri vetusti caduti tra le macerie di vecchie ideologie e di dogmi clericali, in un abbraccio sempre piu’ corale tra antichi nemici finianimamente tolleranti e accoglienti, con lo sguardo fisso e aperto nel futuro.
Tinto Brass candidato nel Lazio col centrosinistra di Bindi e di Binetti! (continua…)












